Zaia: Terraglio Est, basteranno 20 milioni

Tracciato rivisto, sottopasso e mitigazioni, addio tunnel. «I soldi? Dalla Regione. Ma Treviso e Casier dovranno contribuire»
zago agenzia foto film dosson apertura mostra radicchio
zago agenzia foto film dosson apertura mostra radicchio

«Sul Terraglio Est c’è un’ottima interlocuzione tra i Comuni di Casier e Treviso, e si è rivisto il tracciato», dice Zaia «ridimensionato e ottimizzato, non costerà più 25 milioni, ma 18, al massimo 20». Il governatore lo ha annunciato in pompa magna ieri a Dosson, alla 34ª festa del Radicchio Rosso, il grande evento del fiore d’inverno.

E i soldi? «Veneto Strade è pronto per l’affidamento, mancano ancora i soldi, mi sembra di capire che toccherà metterli alla Regione, e un po’ anche ai Comuni. È un’opera strategica, sgraverà il centro di Dosson e creerà un flusso di traffico funzionale alle nostre imprese». A proposito di imprese, in primis c’è la Came di Paolo Menuzzo, in platea, lodato dal governatore mentre traccia la roadmap dell’arteria, ultima appendice delle opere complementari al Passante, ancora da completare, attesa da decenni. Niente più tunnel, sottopasso e mitigazione, razionalizzazione del tracciato. Zaia dispensa sorrisi, strette di mano e foto tra gli espositori, e vuole rassicurare la folta platea di interlocutori istituzionali anche sulle risorse per il secondo stralcio del Terraglio est e sui tempi della Pedemontana. E Zaia ricorda anche le magnifiche sorti e progressive della Pedemontana: «Non mi ritengo un devastatore, penso semplicemente ci siano itinerari da completare, tra cui la Pedemontana che è l’infrastruttura più importante attualmente in cantiere in tutta Italia. Sapete cosa vuol dire Pedemontana? Vuol dire sicurezza e meno inquinamento», dice, « Faremo Treviso Nord-Montebelluna in 10 minuti, Treviso Nord-Bassano in 20, Treviso Nord-Montecchio in 40, sbucando già verso Milano. Cambia il mondo , e inquineremo di meno, perché toglieremo code. Ci teniamo tutti ad ambiente e qualità dell’aria. E ci ammaleremo di meno, perché ci arrabbieremo meno». (Mangiando sempre molto radicchio?). Il taglio del nastro, ieri, è stato preceduto dalla benedizione del parroco di Dosson, don Adriano Fardin (cespo di radicchio come aspersorio), dall’esibizione del coro della medie Vivaldi di Dosson, dalla premiazione dei produttori, infine pranzo e immancabili discorsi. E certo se Sanremo si trasferisse a Dosson, il palco vedrebbe decine di ceste colme del croccante fiore d’inverno. Elogi alle sette fasi di lavorazione («Solo i trevigiani potevano inventarsi una cosa del genere» dichiara Zaia), la sua promozione come primo ortaggio Igp d’Europa («Se abbiamo ottenuto questo, otterremo anche l’autonomia», auspica il governatore), del valore turistico legato alle eccellenze enogastronomiche del territorio, del lavoro dei produttori e dei volontari. Prima di Zaia hanno parlato il sindaco di Casier, Renzo Carraretto, il presidente dell’associazione produttori (e successore del sindaco) Raimondo Dotta, il presidente dell’Unpli , Federico Gasparin e il presidente della Strada del Radicchio, Natalino Salvati. —

Matteo Marcon

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