Zaia sul Molinetto: «Non c’entro»

REFRONTOLO. «I dimenticati del Governo, non della Regione»: Luca Zaia, presidente del Veneto, condivide il disagio e la protesta dei residenti dei territori di Refrontolo, Pieve di Soligo, Cison e Tarzo colpiti dal nubifragio del 2 agosto 2014, con il tragico disastro al Molinetto della Croda. Residenti che, dopo aver denunciato 2 milioni e 700 mila euro di danni, non hanno ricevuto nessuna risposta alla richiesta di risarcimento. «Queste famiglie mi vedono al loro fianco per condividere le difficoltà e per sollecitare i riconoscimenti sollecitati» afferma il governatore regionale. Il Veneto ha immediatamente stanziato 4 milioni di euro per far fronte allo stato di crisi. I cantieri sono stati aperti, alcuni hanno già chiuso, altri, più complessi, stanno continuando anche nel corso di questi mesi. E proprio nei prossimi giorni Zaia compirà una ricognizione. «A tutt’oggi, cioè a 6 mesi da quella tragedia, con ben 4 morti, da Roma non si è visto un euro. Eppure» sottolinea Zaia, con amarezza «a Refrontolo ci sono stati ministri ed altri rappresentanti del Governo, e delle forze che lo sostengono, che hanno dato ogni possibile rassicurazione. Nessuna delle promesse fatte in quei pellegrinaggi che, col senno di poi potevano risparmiarsi per non prendersi gioco delle vittime, è stata fino ad oggi mantenuta». Secondo il presidente del Veneto, pertanto, fanno bene i residenti a protestare. Le domande di risarcimento ammontano a 2 milioni per il territorio di Tarzo, a 400 mila per Refrontolo, a 200 mila per Cison, a 100 mila per Pieve. Si tratta di danni a privati, quindi relativi allo stato di calamità. Situazione diversa dallo stato di crisi, per cui è intervenuta la Regione. (f.d.m.)
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