Zaia cancella il bosco per fare vigneti

Una disposizione regionale dà il via libera alle motoseghe. Ambientalisti infuriati: «Rischio frane e addio all’Unesco»

REFRONTOLO. Le aree silvestri potranno tornare agricole, boschi rasi al suolo da Valdobbiadene a Tarzo. L’emendamento al Bilancio regionale voluto dalla Lega fa scoppiare la polemica. Ambientalisti sul piede di guerra: «Zaia come Attila» grida Wwf Altamarca; «Già troppi vigneti, così aggraviamo il rischio frane» incalza Andrea Zanoni, eurodeputato membro della Commissione Ambiente. Entrambi prevedono colline “piallate” per far posto ai vigneti, come sta già avvenendo nell’area del Molinetto, a Refrontolo, e in località Prapian, a Tarzo. La notizia è dell’8 marzo, quando il consigliere leghista in Regione Andrea Bassi annunciava: «Con l’emendamento al Bilancio regionale andremo a recuperare ad area agricola tutte quelle zone finora considerate boschive da una vetusta legge regionale, ma che semplicemente recependo un decreto Monti possono essere piantumate e rivalutate dal punto di vista produttivo. La norma va a sanare un problema fondamentale per il mondo agricolo veneto, in particolare per le aree terrazzate vitivinicole». Un annuncio choc per i paladini dell’ambiente, che già si immaginano la nuova corsa all’oro sulle colline del Quartier del Piave. Un primo giro di ricognizione, dopo l’annuncio di Bassi, ha svelato due casi eclatanti, destinati a ripetersi con la nuova legge. Il primo, in località Costa Bavera a Refrontolo, era stato oggetto di una protesta su Facebook dei ragazzi della zona un anno fa, che chiedevano lo stop all’abbattimento del bosco. Stop che non è mai arrivato, e oggi sull’intera collina sono già stati installati i pali di sostegno per i tralci. Anzi, sull’intera Costa Bavera si sono posati gli occhi di importanti cantine di Valdobbiadene, che hanno iniziato i primi movimenti di terreno. Altra collina piallata pochi chilometri più a sud, a Tarzo, all’imbocco di via Prapian. Con i vigneti la vegetazione ricrescerà, ma per ora sono due paesaggi lunari: «Vorremmo sapere con quale coraggio si possa richiedere il riconoscimento della zona del Prosecco a patrimonio dell’umanità Unesco» commenta Luciano Bortolamiol, Wwf «e cosa aspettano a intervenire Consorzio di Tutela, Usl 7 e 8, Coldiretti, Confagricoltura e Cia?». Non sarà solo un problema estetico, spiega Zanoni: «Ora i vigneti minacciano i nostri boschi collinari. Troppi vigneti sono spesso all’origine degli smottamenti, a causa di continui interventi con ruspe per mettere filari ovunque. La concorrenza nel mondo della viticoltura è spietata, ma c’è già troppo terreno coltivato».

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