I viticoltori sono sempre più giovani: aumentano le aziende guidate da under 35

Il ricambio generazionale corre anche grazie al “Pacchetto Giovani” del Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027, che ha già sostenuto centinaia di nuovi insediamenti agricoli. Così si può parlare quindi di un vero e proprio cambio di velocità che si misura anche sulla capacità di reggere scenari commerciali complessi

Lorenza Raffaello
Giorgio Ninni Riva, presidente dei Giovani di Confagricoltura Anga Treviso al lavoro nel vigneto di famiglia
Giorgio Ninni Riva, presidente dei Giovani di Confagricoltura Anga Treviso al lavoro nel vigneto di famiglia

Hanno imparato l’arte della viticoltura dai loro padri, sono diventati custodi dei segreti che hanno reso grandi le loro famiglie e le loro cantine famose anche oltre i confini nazionali, ora però è il momento di mettere a frutto le nozioni di business ed economia, per analizzare i costi reali di ogni singola bottiglia, i margini, le politiche commerciali e tassazioni per singolo mercato. I giovani viticoltori trevigiani lasciano sempre meno alla tradizione e si affidano sempre più ai numeri.

E allora non è un caso l’aumento del numero totale delle aziende agricole guidate da under 35, 854 nella Marca nel 2025, in crescita rispetto agli anni precedenti. Il tutto in un territorio che da solo racchiude 42 mila ettari di superficie vitata (oltre il 40% dell’intero vigneto regionale). Il ricambio generazionale corre anche grazie al “Pacchetto Giovani” del Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027, che ha già sostenuto centinaia di nuovi insediamenti agricoli tra Treviso e Belluno con decine di milioni di euro di risorse pubbliche.

Le nuove leve

Si può parlare quindi di un vero e proprio cambio di velocità che si misura anche sulla capacità di reggere scenari commerciali complessi. Le tariffe statunitensi sul vino sono costate al comparto italiano circa 180 milioni di euro nell'ultimo anno: molte cantine, per non perdere quote di mercato, hanno scelto di assorbire parte del dazio riducendo i propri margini.

Nonostante questo, l’export di Prosecco negli Stati Uniti continua a crescere: un segnale di quanto, oggi, la capacità di leggere i numeri faccia la differenza tra un’annata subita e un’annata governata. Andando e aziende agricole giovanili rappresentano circa il 7,5% sul totale delle imprese agricole della provincia di Treviso secondo il Registro delle Imprese / Movimprese e la banca dati Pac/Psr della Regione Veneto. E se si estende la fascia d'età agli under 40, la quota dei giovani conduttori agricoli nel trevigiano supera il 9,5%, arrivando a quasi 1.200 imprese.

I giovani

«Le aziende guidate dai giovani sono in aumento ed è stato fortemente caldeggiato a livello europeo», chiarisce Giorgio Ninni Riva, presidente dei Giovani di Confagricoltura AngaTreviso, «Siamo la prima generazione di viticoltori che deve fare i conti, letteralmente, con dazi che cambiano da un trimestre all'altro, con bollette energetiche che pesano sul bilancio quanto un’annata difficile in vigna, con un clima sempre più instabile che non lascia più margine di errore. Oltre a questo siamo di fronte ad altre sfide: l’accesso alla terra e la difficoltà di accesso al credito. Se abbiamo il pieno controllo della gestione possiamo dialogare con le banche e vincere quest’ultima sfida».

Ninni Riva chiarisce anche quali sono le leve che un imprenditore giovane può spingere: «Molti giovani lavorano nelle aziende di famiglia, non è un lavoro facile, bisogna avere tante conoscenze dal punto di vista agronomico e da quello economico e imprenditoriale. I giovani hanno più dimestichezza con gli strumenti tecnologici più avanzati e con le tecniche di agricoltura di precisione, conosciamo l’interconnettività, perché siamo nati con questo, e per questo possiamo progredire».

La formazione

Per supportare il ricambio i Giovani di Confagricoltura Anga Treviso e di Confagricoltura Treviso, insieme a Confagricoltura Belluno, e con il contributo della Camera di Commercio di Treviso-Belluno Dolomiti hanno promosso il corso “Business in vigna - Dalla gestione alle decisioni strategiche”. Un percorso che consente di arrivare a calcolare il costo reale di ogni bottiglia e il punto di pareggio per etichetta; anticipare l'impatto di dazi, rincari e trasporti sui margini, ma anche costruire un budget e un cash flow a 12 mesi.

I contenuti verranno spiegati in 5 incontri a partire dal 20 ottobre presso Col del Balt. Si parte dal modulo “Dal bilancio al controllo”, per leggere la contabilità e usarla per decidere. Si passa poi alla contabilità analitica e agli indicatori ESG, con i costi di vigneto e cantina e i parametri green. Il terzo passo è finanza e cassa: flussi finanziari e gestione del credito bancario. Si chiude con budget e dashboard, tra simulazioni di mercato e cruscotto aziendale.

«I nostri giovani hanno capito che l'agricoltura del futuro si gestisce con strumenti da manager, senza perdere il legame con la terra» sottolinea Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Treviso. «Per anni la competitività di un'azienda agricola si è misurata quasi solo sulla qualità del prodotto. Oggi non è più sufficiente: si misura anche sulla capacità di leggere un bilancio, di programmare la cassa, di rispondere a criteri Esg che ormai condizionano l'accesso al credito e ai mercati esteri. Per questo il corso mette accanto i costi di vigneto e cantina e gli indicatori di sostenibilità: sono le due facce della stessa competitività. Siamo orgogliosi che a promuovere questa occasione siano proprio i nostri giovani, perché significa che la generazione che guiderà le nostre aziende nei prossimi vent'anni sta già scegliendo di prepararsi».

 

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