Vinto dal male a 38 anni La lotta raccontata su Facebook

PAESE. La malattia non gli ha lasciato scampo. Ha lottato fino all’ultimo giorno di vita, sempre con il sorriso stampato in viso, determinato a guarire. Ma il male è stato più forte. Riccardo Mattarollo, 38 anni, sabato pomeriggio è mancato all’affetto della mamma Luisa, della sorella Virginia e delle bellissime nipotine, due gemelline, Benedetta e Ludovica a cui era legatissimo: per la sua foto profilo nella sua pagina Facebook il trentottenne aveva scelto proprio una loro immagine. Lavorava come venditore alla Mazda, aveva studiato al Fermi. Viveva con la madre: il padre era mancato quando lui aveva solo 18 anni. La malattia aveva fatto la sua comparsa circa due anni fa: inizialmente scambiata per semplici sintomi influenzali, pochi esami avevano fatto emergere invece la gravità della situazione.
Riccardo si era sottoposto a un’operazione e a cicli di cure. Determinato a sconfiggere quel male che stava minando il suo corpo da dentro. Aveva girato gli ospedali di mezza Italia in cerca delle cure migliori. Treviso, Padova e anche Bologna per una terapia sperimentale.
«Oggi ho cominciato una nuova battaglia e non intendo perderla», postava su Facebook appena arrivato all’ospedale Bellaria. Non aveva permesso alla malattia di rubargli i tempi della vita: non appena riprendeva le forze tornava a lavorare. Addirittura in palestra, con la sorella Virginia, per mantenersi in forma. E quando poteva risaliva in sella alla sua adorata motocicletta, “la Cassandra”: una passione che non ha abbandonato fino all’ultimo, continuando a dire la sua in un forum di motociclisti che frequentava.
Un incontenibile amore per la vita, la voglia di tornare agli impegni di tutti i giorni, senza la preoccupazione di non farcela. Ad agosto però, la malattia ha preso il sopravvento. Riccardo è stato accolto alla Casa dei Gelsi, da cui però non ha mai smesso di comunicare con gli amici, incredibilmente, di rassicurarli. «Saluto tutti i miei amici Sto “benino”, le cure che sto facendo tra alti e bassi funzionano, ma ci vuole pazienza e io con la testaccia dura che ho, ne ho sempre meno. Nei giorni scorsi non son stato ancora bene ma si sta risolvendo!», scriveva il 9 settembre. «L’ho chiamato è mi ha detto: sono in ospedale ma non ti preoccupare, sto guarendo», racconta una sua amica, «una forza incredibile. Di lui ricorderemo il suo sorriso e l’estrema disponibilità nei confronti degli amici, anche nei momenti più difficili». I funerali devono ancora essere fissati, ma dovrebbero svolgersi mercoledì pomeriggio.
Serena Gasparoni
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