Villa Papadopoli, subito il piano

Il sindaco promette l'asta non appena avrà l'ok al cambiamento di destinazione. «Il patrimonio vale almeno 8 milioni». Il Comune fa pressing sulla Regione: «Via libera all'albergo»
VITTORIO VENETO. «Non svendereno villa Papadopoli». Lo conferma il sindaco Giancarlo Scottà, precisando che la stima della perizia, intorno ai 4 milioni di euro, dovrà essere «almeno raddoppiata» con il cambio di destinazione d'uso: da struttura sanitaria e scolastica a impianto turistico e alberghiero. Ma la Regione - questa la preoccupazione di Scottà - ritarda l'approvazione del piano d'area, che dovrebbe consentire il cambio di destinazione d'uso.

Da più di un anno si attende la vendita all'asta di villa Papadopoli, a Ceneda, già struttura sanitaria, poi trasformata in scuola e chiusa da anni. Anzi, abbandonata all'incuria e al vandalismo. Numerosi acquirenti si sono fatti avanti con il Comune, che ne è proprietario, per rilevarla come impianto alberghiero, precisamente come centro benessere. Il Comune ha a disposizione una perizia che la valuta non più di 4 milioni di euro. Appunto perché è autorizzata come struttura ospedaliero-sanitaria o scolastica. Vocazione, questa, che è ormai superata.


«Il Comune non può vendere uno dei suoi migliori gioielli a soli 4 milioni di euro. Ecco perché - afferma il sindaco Scottà - abbiamo deciso di aspettare, prima di avviare la gara di vendita. Da questo immobile vogliamo ricavare una decina di milioni, almeno 8». Il «trucco» (si fa per dire)? Cambiare la destinazione d'uso: da impiano sanitario-scolastico ad area alberghiera e turistica, meglio ancora per il benessere. La richiesta è contenuta nel piano d'area, lo stesso che il Comune di Revine attende per una conferma importante: che nel suo territorio non ci saranno attività estrattive, neppure cave in sotterranea. L'approvazione del piano d'area non viene avanti. Attesa da mesi, stenta a materializzarsi. «Ne ho parlato con l'assessore regionale Marangon, che mi ha rimandato al consiglio regionale», fa sapere Scottà. La tempestività è attesa anche dal sindaco di Revine, Zardet, per un no definitivo alle ipotesi di escavazione.


«Spero che l'assemblea regionale approvi in tempi rapidi il nostro piano d'area - aggiunge Scottà - per darci modo di avviare, subito dopo, la gara d'appalto». Il sindaco ha un forte timore: che i numerosi acquirenti di villa Papadopoli dirottino altrove i loro interessi, soprattutto economici. «Ne abbiamo già persi alcuni per strada», conferma. A suo tempo anche la Fondazione Cassamarca era interessata all'acquisto. Ma poi desidette per gli eccessivi vincoli della Soprintendenza, che non consentirebbero facilmente la realizzazione di un centro benessere. Vincoli che riguardano lo stesso parco. Un contesto ambientale, quest'ultimo, che il consiglio di quartiere di Ceneda e l'associazione «Insieme per Ceneda» vorrebbero a disposizione della comunità. A parte il prezzo d'acquisto dell'immobile, la sua trasformazione in albergo e centro benessere costerà 30 milioni di euro.

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