Villa Margherita vetrina del Prosecco spunta un progetto

Trasformare villa Margherita in una sorta di Versailles delle bollicine made in Treviso, uno chateau tutto dedicato al Prosecco con sede di rappresentanza, sala conferenze, ma anche spazi per la degustazione e l’enogastronomia.
È questo l’obiettivo del consorzio di Tutela del Prosecco Doc, che ha messo gli occhi sulla ex sede dei carabinieri affacciata su viale Felissent, oggi vuota, di proprietà di Ca’ Sugana. E infatti il Consorzio ha partecipato all’avviso di interesse pubblico del Comune di Treviso per dare in concessione la villa con annesso parco. La sua proposta di rilancio è arrivata sul tavolo dell’assessore alla Cultura di Treviso Luciano Franchin, e con essa anche quelle del Gruppo Alcuni, che già gestisce il Parco degli alberi Parlanti, in villa Manfrin; ma anche del conservatorio di Castelfranco diretto da Paolo Troncon.
Ora la palla passa alla giunta comunale, che nel giro di poche settimane dovrebbe sciogliere le riserve. E non è detto che l’immobile vada a uno solo dei richiedenti, vista la sua grandezza. Su un punto però il Comune non transige: la destinazione d’uso deve essere eminentemente di stampo culturale. E su questo punto qualcuno avrebbe qualcosa da eccepire, a Ca’ Sugana, sulle intenzioni del Consorzio del Prosecco Doc, che pure dei tre contendenti è quello che certamente ha più risorse per rimettere in sesto sia la villa che il parco, continuamente bisognoso di manutenzioni. Non solo: il Consorzio - presidente Stefano Zanette, direttore Luca Giavi - oltre a sognare un luogo altamente rappresentativo del Prosecco (oggi, di fatto, in provincia manca ancora) intendono, valorizzando il nettare con le bollicine, esaltare al contempo tutto il retaggio culturale del territorio. Insomma: il profilo richiesto da Ca’ Sugana verrebbe rispettato, anche se legato al mondo eno-gastronomico, perdipiù facendo diventare villa Margherita un forte polo di attrazione turistica. Per questo la villa sarebbe l’ideale, anche perché la controproposta di palazzo Scotti, lanciata dal Comune, è stata rigettata. Ma anche le ambizioni del conservatorio di Castelfranco sono degne dell’oggetto, e stesso dicasi degli Alcuni, che però trovano già ampio sfogo al Parco degli Alberi Parlanti, che hanno in concessione dal Comune e che si trova proprio a ridosso di villa Margherita, edificio che lo stesso Marco Goldin, critico e manager dell’arte, ha definito «ideale» anche per un uso museale o legati a grandi mostre. Gli Alcuni puntato invece sulla dimora settecentesca per trasformarla in una scuola-studio dedicata alla grafica 3d, alla videoanimazione e alla videoarte in genere, con seminari e manifestazioni. A dare subito forfait invece sono stati l’università di Venezia e lo Iuav, visti i costi di manutenzione. Mente il conservatorio punta a masterclass e master di alto livello per la ricerca filosofica, più una stagione concertistica di peso, laboratori, conferenze, progetti sperimentali a cui unire anche il cinema con rassegne ed eventi. Chi sceglierà il Comune? Non resta che attendere.
Alessandro Zago
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