Villa Bolasco, si mobilitano i prof

Summit di fine anno in Accademico per i direttori di dipartimento dell'Università di Padova e cena nella dimora storica. Il presidente della laurea in Gastronomia: salviamola dal degrado
CASTELFRANCO. Villa Bolasco, dal corso di laurea castellano un appello all'Università di Padova: «L'università si deve rendere conto del patrimonio che ha». Un patrimonio da anni abbandonato in attesa di finanziamenti che non arrivano mai. La scorsa settimana si è tenuto un vertice dei direttori di dipartimento dell'ateneo in Teatro Accademico, con visita al parco e alla villa di borgo Treviso, che in questi mesi torna a vivere grazie al cinema della Pro loco e ai concerti del Comune. L'obiettivo è sensibilizzare i docenti: «Dobbiamo creare un movimento d'opinione». L'occasione era senza precedenti: mercoledì 11 luglio si sono dati appuntamento in città i direttori dei dipartimenti dell'Università di Padova. Oltre 100 docenti, responsabili delle strutture dell'ateneo dedicate alla ricerca, hanno svolto dentro le mura la loro riunione di fine anno, che tradizionalmente si svolge in una delle sedi staccate. Castelfranco da due anni ospita il corso di laurea in scienze e cultura della gastronomia e della ristorazione, a cui l'anno prossimo dovrebbero aggiungersi il master in comunicazione enogastronomica e il corso di perfezionamento in analisi sensoriale. Se si considera anche l'impegno della Facoltà di Medicina in ospedale e l'apertura, richiesta dall'amministrazione comunale, di un master in management della produzione radiotelevisiva e di una casa dello studente, si ha il panorama di una città che punta a essere sempre più universitaria. Nel summit in Accademico si è parlato proprio di questo, con la presentazione di quello che sta diventando un vero e proprio polo universitario legato all'enogastronomia, in linea con la tradizione della città che ospita l'Alberghiero Maffioli.


Nell'occasione è stato presentato un libro dedicato al gastronomo trevigiano, «Giuseppe Maffioli, opere ricette e viaggi di un ghiottone internazionale», di Caterina Vianello, edito dal corso di laurea. Dal punto di vista castellano è stato più interessante il luogo scelto per la cena che ha chiuso la giornata: villa Bolasco. Una scelta non casuale: la dimora è di proprietà dell'Università di Padova da circa 40 anni, secondo il lascito testamentario dell'ultima proprietaria, che la donò all'ateneo a condizione che fosse impiegata per fini di «alta cultura». In molti hanno denunciato il degrado della villa. La visita dei direttori di dipartimento potrebbe essere stata l'occasione per un sopralluogo in vista del restauro. Era proprio questo l'obiettivo dell'iniziativa, come spiega Giovanni Bittante, docente di zootecnica all'Università di Padova e presidente del corso di laurea castellano: «Vogliamo creare un movimento d'opinione, l'università si deve rendere conto del patrimonio che ha. Lo studio di fattibilità è stato fatto, ora si tratta di tradurlo in impegni concreti». Nessuna promessa sul contenuto del prossimo bilancio dell'ateneo: «Quello spetta al consiglio di amministrazione, noi speriamo di aver sensibilizzato i docenti», conclude Bittante.
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