Vietati a scuola ombelichi e jeans a vita bassa

Niente pantaloni a vita bassa, ombelichi in vista, creste variopinte e scolpite col gel all’Istituto «Sansovino» di Oderzo. Il regolamento parla chiaro: «Il comportamento deve essere decoroso anche nell’abbigliamento sia degli allievi che degli insegnanti». «Sono norme nate su ispirazione degli stessi ragazzi» afferma la preside Maria Gabriella Marzano
«Circa due anni fa i ragazzi che frequentano le classi per geometri mi hanno esposto un loro problema - racconta la preside - Mi hanno detto che quando erano nell’aula di disegno tecnico venivano per così dire distratti nel vedere le ragazze alzarsi e abbassarsi dai tavoli per geometri con indosso abbigliamenti succinti, pantaloni a vita bassa e canottiere che lasciano intravedere il decolté».


Secondo la preside, il problema non riguardava solo le ragazze. Anche tra i maschi c’erano stati vivaci scambi di opinione. «Non mi interessa sapere di che marca sono le tue mutande» dicevano alcuni studenti a certi loro compagni dall’abbigliamento troppo disinvolto. «Da questo disagio sono scaturite discussioni e richieste, che ho subito accolto, per stilare un regolamento ad hoc» afferma la professoressa Marzano. E così il regolamento di istituto è stato integrato con due note relative alla «necessità di garantire un comportamento decoroso anche nell’abbigliamento sia da parte degli allievi che degli insegnanti, consoni agli obiettivi educativi e formativi della scuola», così come si legge all’articolo 15.


Niente pantaloni a vita bassa, dunque, ne abiti troppo succinti per chi sceglie di frequentare l’istituto «Sansovino», uno tra i più rinomati di Oderzo. «Ai nostri allievi insegnamo persino come vestirsi per andare a lavorare in certi posti - continua la preside - E anche la postura è importante per un primo approccio». Come dire che stravaccarsi su un banco o sui gradini della scuola non è dimostrazione di educazione e dunque non è consentito all’interno dell’istituto. «Il regolamento è un buon segnale di collaborazione tra studenti e direzione scolastica che abbiamo ottenuto con il dialogo- e la mediazione, coinvolgendo nelle decisioni sia i ragazzi che i genitori, anche quelli degli studenti ormai maggiorenni - spiega Marzano - L’istituto «Sansovino» è stato scelto dal Csa per un corso per genitori in riferimento alle problematiche giovanili, faremo da riferimento per tutto il territorio».


Se, per quanto riguarda la scelta di vietare i pantaloni a vita bassa, le magliette troppo corte, le canottiere ascellari, la decisione è stata concordata con i ragazzi, per quanto riguarda il fumo invece la direttrice è stata categorica: «Qui non si fuma. I ragazzi devono sapere che il fumo rovina la salute, non è questione di buon gusto o di decoro, come per l’abbigliamento. Su questo punto non ho mai accettato discussioni». E per quanto riguarda i cellulari? «Ben prima delle disposizioni del Ministro Fioroni, qui i ragazzi avevano stilato un regolamento interno che vieta i cellulari, appendendolo su tutte le porte». E se qualcuno viene beccato con il telefonino, se lo vede requisire. Il cellulare verrà restituito ai genitori, non più al ragazzo. «La scelta di coinvolgere i genitori nelle problematiche, anche spicciole, dei loro figli, a mio avviso è stata fruttuosa» conclude la preside. Maria Gabriella Marzano, che da oggi lascerà la presidenza a Rosalia Di Nisio. I regolamenti ferrei, comunque, non hanno demotivato nè i ragazzi nè i genitori. Al «Sansovino» per il prossimo anno scolastico al via il 10 settembre tutte le 27 classi sono al completo. All’appello risponderanno 600 studenti.
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