«Via i vigneti vicino alle scuole» È in Procura l’esposto del Wwf

La protesta degli ambientalisti che hanno raccolto 1.377 firme: «Le coltivazioni di prosecco vengono trattate con i pesticidi e sono pericolosi per la salute dei bambini. I tralci bruciati sono dannosi»

VALDOBBIADENE

No ai vigneti a ridosso delle scuole, trattati con pesticidi nebulizzati, in assenza di controlli. È stato depositato ieri mattina, direttamente nelle mani del procuratore capo Antonio Fojadelli, un esposto per chiedere che i vigneti a lato delle scuole elementari di Vidor e Bigolino, oltre a quello vicino all’asilo nido di Refrontolo, vengano eliminati. Una raccolta firme nata per dare una risposta concreta alla preoccupazione di insegnanti e genitori alla luce del crescente numero di casi di leucemie e linfonodi infantili. Milletrecentosettantasette firme contro l’uso dei pesticidi depositate in Procura dai promotori di questa azione, Luciano Bortolomiol (gruppo Martin pescatore), Luciano De Biasi (presidente di Wwf Alta Marca) e Gianluigi Salvador (referente del WWF Veneto). Milletrecentosettantasette firme per chiedere quanto prima l’eliminazione di questi vigneti i cui trattamenti nebulizzati a base di fungicidi, insetticidi e diserbanti rischiano di provocare in futuro gravi e irreversibili danni agli oltre 400 bambini che frequentano i tre istituti. Un esposto corredato di tutta la documentazione medica, redatta da oncologi e altri medici specializzati, che accertano che questi pesticidi, possono causare gravi danni alla salute dei piccoli, danni non immediatamente riscontrabili, ma che rischiano di manifestarsi a distanza di anni attraverso vere e proprie modificazioni a livello genetico. «In base all’attuale normativa si possono piantare vigneti ad una distanza minima di 50 centimetri dal confine di abitazioni e scuole: chiediamo questa venga rivista perché non solo si rischia di danneggiare i nostri bambini ma tutti quanti noi dato che nessuno è esente da queste forme di contaminazione che poi ci ritroviamo direttamente nel piatto». Secondo i promotori a testimonianza della pericolosità di questi trattamenti ci sarebbe un volantino diffuso in tempi recenti dalla Provincia e dallo stesso comune di Vidor che vieta di entrare nei vigneti tra aprile e agosto, i 5 mesi durante i quali vengono effettuati i trattamenti. «È ora di dire basta a queste operazioni che hanno a cuore la sola speculazione del prosecco e mettono a rischio un’intera generazione _ hanno dichiarato i promotori _ le sostanze sono tossiche, è risaputo, e di contro non vi è alcuna attività di controllo come invece viene fatto in altre regioni come Toscana e Friuli». Di qui la richiesta di effettuare test alle urine dei piccoli, per verificare se il costante contatto con queste sostanze è già riscontrabile nel loro organismo. «A breve presenteremo un altro esposto per reclamare contro i sindaci, che concedono per 6 mesi l’anno di bruciare le potature delle vigne, intrise di diserbanti. Fuochi che liberano nell’aria sostanze tossiche, senza alcun controllo. Come ieri sera a Refrontolo, dove non si riusciva nemmeno a respirare».

Serena Gasparoni

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