Vetrine e teche antifurto Blindati il chiostro e le sale
Una commissione ha già visitato le sale, in arrivo anche ispettori da Parigi Precauzioni d’eccezione contro il rischio di un blitz in stile Palazzo Ducale

Una commissione di Questura e Prefettura ha visitato l’altro giorno gli spazi di Santa Caterina, e ha visionato attentamente il sistema di sicurezza degli spazi espositivi e la logistica complessiva dell’esposizione dedicata a Rodin che si aprirà il prossimo 23 febbraio.
Un’ora e mezza di accuratissimi controlli e verifiche su ingressi e sale, uscite e passaggi, infissi e serramenti, sistemi di protezione, telecamere, copertura degli spazi, dislocazione delle opere.
Il recentissimo clamoroso furto a Palazzo Ducale di Venezia - asportati gioielli e monili di una mostra di tesori proveniente dall’India – ha indotto le autorità e le forze dell’ordine a intensificare i controlli sulle dotazioni contro i furti, su espressa direttiva del ministero dell’Interno diramate alle prefetture.
E il 1° febbraio arriveranno anche gli 007 del ministero della cultura francese, che in avanscoperta valuteranno l’ospitalità, l’accoglienza e la protezione che Treviso assicura ai gioielli prestati dal celeberrimo museo di rue de Varenne.
Marco Goldin, sulla questione sicurezza, sfoggia serenità: «Qui non ci sono certo gioielli che si possono mettere in tasca, le opere più piccole hanno comunque dimensioni ragguardevoli… al di là delle battute, devo dire che la commissione di questura e prefettura ci ha assegnato il livello massimo di standard per la sicurezza, ma del resto questo era uno degli obiettivi e dei punti chiave del progetto di ammodernamento del complesso di Santa Caterina (cui ha contribuito personalmente e con una cordata di amici sponsor per oltre 750 mila euro,
ndr
) per adeguarlo ai migliori standard internazionali», ha dichiarato ieri a margine della conferenza stampa, «in ogni caso, per l’esposizione dedicata a Rodin, ho voluto personalmente andare oltre le stesse raccomandazioni del museo Rodin di Parigi, e custodiremo in teche e vetrine anche le opere, come marmi e gessi di minori dimensioni, per le quali il museo Rodin di Parigi non aveva prescritto particolari misure di sicurezza oltre quelle consuete per sculture di piccole e medie dimensioni».
Una sorta di scrupolo, evidentemente, per non lasciare nulla di intentato. Vetrine e teche saranno antiproiettile e antisfondamento, mentre per le grandi opere esposte
en plein air
nella sale e nei chiostri ci saranno le basi, pedane di notevoli dimensioni che creeranno naturalmente una zona di rispetto e di distanza dai capolavori dello scultore francese.
Né vanno dimenticati i livelli di sicurezza passiva, ovvero gli allarmi, le telecamere e il sofisticato sistema di videosorveglianza dell’intero complesso museale, e infine il livello del presidio... umano, cioè i guardiani della sale e i custodi del museo.
Le opere di Rodin cominceranno a sbarcare a Treviso il 13 febbraio prossimo. Direttamente da Parigi dove rientreranno – per pochi giorni davvero dalle esposizioni che si stanno chiudendo a Barcellona e al Metropolitan di New York.
La mostra di Treviso dedicata al grandissimo scultore francese chiuderà, nel mondo, gli omaggi al centenario della morte di Auguste Rodin. E questo la rende sin d’ora uno degli eventi della stagione 2018 nel panorama italiano.
(a.p.)
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