Unioni civili, l'Italia scende in piazza con lo slogan #Svegliaitalia

ROMA. #SvegliaItalia è il richiamo a scendere in piazza per il sì alle unioni civili. Quasi cento manifestazioni in tutta Italia per il sì al matrimonio egualitario. «Il nostro simbolo è un cuore con l'uguale, perché‚ crediamo che ogni amore debba avere gli stessi diritti e gli stessi doveri. Per questo continueremo a lottare fino a quando non raggiungeremo la piena uguaglianza, vale a dire il matrimonio egualitario».
Unioni civili, i volti dalle piazze per #svegliaitalia









Il racconto dale piazze
A Milano oltre mille persone in piazza della Scala, a Roma in migliaia si sono ritrovati davanti al Pantheon per il flash-mob promosso dalle associazioni mobilitare per #svegliaitalia. Molti manifestanti hanno portato una sveglia, simbolo del ritardo del Paese in materia di unioni civili, accompagnata dallo slogan «è ora di essere civili». A Roma in piazza c'è anche il cantante Scialpi, che partecipa alla manifestazione insieme a suo marito, presente alla manifestazione «perché questa parla del nostro amore e di una pulsione vera per la quale è arrivato il momento di renderla concreta di fronte allo Stato». Manifestazioni in tutta Italia, da Genova con Alvaro e Simone in piazza con gli abiti da cerimonia, pronti a sposarsi non appena le leggi lo consentiranno, a Bologna, dove hanno suonato cento sveglie, da Perugia ad Arezzo. A Torino in 7mila hanno affollato il centro: «Il messaggio che parte da qui è un messaggio d'amore». C'era anche il sindaco Fassino. A Pescara in 400 alla manifestazione : alle 17 in punto sono state fatte suonare le sveglie per "svegliare" il Parlamento.
A Udine sfila anche la presidente della Regione Debora Serracchiani: «È una legge non più rinviabile che attende da tanto tempo, e il lavoro che stanno facendo in queste ore i parlamentari del Pd è riuscire a portare la nave in porto», ha dichiarato. In alcune piazze ci sono state anche le contro-manifestazioni. A Mestre le "Sentinelle in piedi" hanno organizzato un flash-mob per sostenere la famiglia "tradizionale". A Modena il flash-mob «per spezzare le catene dell'immobilismo». A Trieste circa 400 persone in pizza Unità a favore del ddl Cirinnà con palloncini rosa e bandiere arcobaleno. Centinaia di persone anche a Ferrara.
A Venezia interviene il Patriarca, monsignor Francesco Moraglia: «Siamo in una democrazia ognuno risponde alla sua idealità io penso che una manifestazione democratica debba essere sempre a favore di qualcosa e non contro qualcuno». Pavia si è svegliata con lo strisione appeso dai militanti di Forza Nuova, il partito di destra che al grido di Dio, Patria e famiglia rivendica «L'unica famiglia è quella tradizionale» ma poi centinaia di persone si sono ritrovate in piazza per il flash mob a favore del ddl Cirinnà. A Padova lo slogan: «Molto più che Cirinnà, vogliamo parità».
Le manifestazioni sono state organizzate anche per dire «no alle proposte di mediazione irricevibili arrivate dall'area conservatrice del Pd. Non si possono usare le unioni civili per inasprire le pene su una pratica già vietata in Italia come la gestazione per altri, che non riguarda in alcun modo questa legge e interessa nella stragrande maggioranza dei casi le coppie eterosessuali», questa la posizione di Imma Battaglia, presidente Onorario D Gay Project, Maura Laura Annibali, presidente D Gay Project, Rosario Coco, presidente Anddos-Gaynet Roma, Adriano Bartolucci Proietti, presidente Nazionale Gaycs.
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