Una nuova casa in Senegal per chi lascia Conegliano

Giunta, Provincia e comunità africana progettano la “Città Veneta” di Bignona Gli immigrati sono a caccia di finanziamenti anche privati per realizzarla
Di Renza Zanin

CONEGLIANO. La crisi spinge gli immigrati a tornare in patria e da Conegliano, con l’aiuto del Comune, parte il progetto pilota che permetterà alla comunità senegalese del Trevigiano di costruire un proprio quartiere nella sua terra d’origine. Si chiamerà “Città Veneta” e sorgerà a Bignona, nel Sud del Senegal. Alle porte di ingresso vi sarà murata una targa donata dal Comune guidato da Floriano Zambon.

Il piano prevede la realizzazione di 600 alloggi da destinare a coloro che erano partiti anni fa per l’Italia e che ora vogliono tornare nel loro Paese, creandovi condizioni migliori di vita, opportunità di lavoro, servizi e innovazione, grazie anche alle conoscenze acquisite negli anni vissuti all’estero. Una prima parte, con 90 abitazioni, è già in cantiere.

Alla posa della prima pietra ha assistito, nelle scorse settimane, anche l’assessore all’immigrazione Enzo Perin giunto a Dakar insieme al mediatore culturale di Conegliano Thiam Massamba e a Mamadou Lamine Diouf, consigliere della presidenza della Repubblica senegalese.

Per dare vita a questo rientro e a quella che sarà una vera e propria città nella città, gli immigrati della comunità senegalese di Conegliano e di altre località della Marca si sono riuniti in una cooperativa. Il progetto è stato presentato ieri in municipio a Conegliano. Comune e Provincia daranno il loro supporto all’iniziativa che ora è alla ricerca di finanziamenti regionali ed europei.

«In un momento di crisi, la comunità senegalese ha pensato di dare vita a un rientro programmato, con la collaborazione del Comune di Conegliano per quanto riguarda la parte tecnica», afferma Massamba, «Lanciamo un appello agli industriali e alle altre amministrazioni affinchè aderiscano a questo progetto».

I membri della cooperativa hanno infatti invitato le imprese della zona a dare il loro contributo alla costruzione di questa nuova realtà attraverso il loro know-how, materiali, attrezzature e altre forme di sostegno. L’amministrazione comunale di Conegliano non stanzierà fondi, ma si è impegnata però a mettere a disposizione le conoscenze e gli strumenti che possano essere utili.

«Abbiamo invitato il presidente e il direttore dell’unica scuola di agraria del Senegal a venire in Veneto per visitare la nostra scuola di agraria e alcune iniziative di piccoli coltivatori e orticoltori», afferma l’assessore Enzo Perin. A ritenere che «questo processo di rientro vada favorito», è anche il sindaco Floriano Zambon. Come testimoniato da Mamadou Lamine Diouf, lo stesso governo locale ha deciso di appoggiare il ritorno in patria dei suoi cittadini.

In Veneto ci sono circa 8.000 senegalesi, 600 di questi vivono a Conegliano. Il flusso migratorio verso il Paese di origine di questi immigrati è già iniziato e lo si registra nelle scuole. «Non vogliamo che i nostri figli invecchino qui», ha commentato ieri Fanta Coly, la presidente delle donne dell’associazione Diamoral. E nell’occasione si è parlato anche di cittadinanza agli stranieri: «Inutile creare falsi bisogni», dice Zambon, «la cittadinanza si ottiene su richiesta, volerla imporre a chi non vuole è sbagliato».

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