Un pool di capitani veneti per vestiti di alta qualità

Caroni, Baban, Bressan, Busin, con Bastianello rilevano il 70% della Gta e riportano la produzione in Italia

PADOVA Recuperare il savoir faire tessile basato sulla manifattura artigiana, ma soprattutto la filiera. Obiettivo: produrre qui, in Veneto, per sventolare nel mondo la bandiera del made in Italy, grazie a un prodotto etico e a un nuovo approccio di business. Muove ancora qualche passo il business dei capitani d’impresa in Veneto. Ancora una volta, protagonista è Venetwork e il suo ideatore Alberto Baban. L’ultima iniezione di capitali - la cifra non è nota ma rappresenta solo la prima tranche - è finita a Selvazzano Dentro. Il bersaglio è la Gta Moda, da oltre 50 anni produttrice di pantaloni classici e sportivi. L’azienda è stata acquisita dalla leadership collettiva di Venetwork. Socio di maggioranza oggi è lo stesso Baban con il veicolo Idea19. Il team, che vede tra gli attori anche Pierangelo Bressan (calzature da montagna Garmont), Tiziano Busin (Zhermack, attrezzature odontotecniche), Massimo De Nardo (presidente Venetronic), ha rilevato il 70%; di questo un 10% è finito in mano all’ex presidente Eni Paolo Scaroni mentre il 30% è rimasto ai fratelli Renzo e Giorgio Tognolo, fondatori della Gta. Nel Cda è entrato anche Paolo Bastianello, vicepresidente di Sistema moda Italia. Il futuro dell’azienda prevede come primo step il reshoring della produzione, ovvero il trasferimento dalla Romania all’Italia della manifattura. «Il made in Italy è globalmente riconosciuto proprio per la grande capacità manifatturiera - spiega Baban - noi ci concentreremo sul prodotto, la sua artigianalità e lanceremo un progetto eticamente valido». Le carte sono ancora coperte ma è in agenda proprio oggi un appuntamento con un team di consulenti per la definizione del marchio di prodotto che non sarà più Gta. «Gta resterà solo il nome dell’azienda - anticipa Baban - vogliamo lavorare molto sull’immagine e il significato del vestire italiano». Il secondo step porterà l’azienda sui mercati internazionali, con un occhio di riguardo verso il Far East; e già si pensa di ampliare la gamma prodotto e si parla di pantaloni anche per segmento donna. Ma il grande progetto è quello di fare di Gta l’impresa perno e traino di un sistema che vede sul tavolo già altre acquisizioni complementari, qui in Veneto, per ricostruire una filiera del tessile made in Italy alto di gamma in regione. «Sono operazioni che metteremo in campo nel 2015 - precisa Baban - vogliamo creare un nuovo modello di business sinergico per far rifiorire tanti marchi locali perché qui ci sono capacità manifatturiere fondamentali. Quello che serve è un rinnovamento generazionale, un nuovo approccio di conduzione aziendale». Gta fattura dieci milioni e opera anche in licenza per noti brand del lusso; oggi conta su un atelier a Padova e una fabbrica in Romania che occupa 350 addetti. (e.va.)

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