Treviso piange Leonida Coghetto, morto a 96 anni il “Maestro” del giornalismo sportivo
Storica firma della Tribuna di Treviso, pioniere delle radio locali e grande appassionato di calcio, aveva fondato Radio Marca Trevigiana nel 1976. Per tutti era “Lola”, una memoria dello sport cittadino

Sabato sera, 17 ottobre, è morto a 96 anni Leonida Coghetto, figura simbolo e memoria storica dello sport trevigiano, per tutti il “Maestro”.
Nato il 24 gennaio del 1930, Coghetto ha dedicato l'intera esistenza al raccontare la sua città attraverso le pagine del giornalismo locale, le prime frequenze radiofoniche e un'incrollabile passione per il calcio.
Le cronache sportive per la Tribuna di Treviso
Ai tempi della storica collaborazione con La Tribuna di Treviso — dalle sedi di piazza Ancillotto prima e corso del Popolo poi — Coghetto era solito consegnare personalmente i suoi pezzi battuti a macchina. Cronache appassionate sul Calcio Treviso, allora protagonista in Serie C2 in un campionato vibrante che vedeva sfidarsi piazze storiche come Giorgione, Montebelluna e Pievigina. Raggiungeva la redazione in bicicletta, lasciando la due ruote davanti alla libreria Marton prima di salire a consegnare i fogli intestati del giornale.
Profondo conoscitore dello stadio Tenni e delle dinamiche sportive della marca, “Lola” — questo il suo affettuoso soprannome — ha incarnato l'epoca d'oro dell'informazione di quartiere e di prossimità. Un'attività che non si esauriva tra le pagine dei quotidiani: insieme alla moglie Anna, Coghetto è stato per anni il punto di riferimento dell'edicola di Porta Carlo Alberto.
La fondazione di Radio Marca Trevigiana nel 1976
Pioniere anche del mondo dell'etere, nel 1976 fu tra i fondatori di Radio Marca Trevigiana. Insieme a un gruppo di amici diede vita a un palinsesto sportivo pionieristico che si ispirava al format di Tutto il calcio minuto per minuto, portando i risultati e i racconti del campo direttamente nelle case dei trevigiani. In seguito, il suo percorso incrociò anche l'esperienza di Radio Alfa, confermandolo tra i padri nobili dell'emittenza locale.
Negli ultimi anni si era ritirato a vita privata nel quartiere di San Paolo.
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