Un milione di passeggeri in più nell’arco di 12 anni

Un milione di passeggeri in più nell’arco di 12 anni; praticamente un aumento del 35% rispetto all’attuale portata dell’aeroporto Canova. È questo il dato fondamentale dal quale parte il nuovo master plan disegnato da Save per lo scalo trevigiano dopo la bocciatura del precedente progetto di ampliamento.
L’investimento. Come già emerso a inizio anno, la società aeroportuale veneziana guidata da Enrico Marchi che controlla lo scalo trevigiano aveva rifatto i conti e rivisto le cifre degli investimenti sul Canova mettendo a lavoro i tecnici per un nuovo programma di sviluppo pluriennale. Bene, adesso questo progetto è stato anticipato alle amministrazioni del territorio - Quinto e Treviso in primis - confermando le soffiate della prima ora, a cominciare dal dimezzamento dell’investimento economico anticipato dal nostro giornale e passato da 130 milioni di euro a 53,1 milioni. A permettere questo netto taglio di spesa non tanto gli interventi su struttura e mobilità, quanto piuttosto quelli sull’area vasta aeroportuale che nel primo master plan comprendevano anche la costruzione di hotel, aree commerciali, strutture a diverso uso ma utili al commercio aeroportuale. Progetto faraonico, che preoccupava il sindaco di Treviso, Manildo.
I voli. Ma l’altro dato che pesa sul dibattito nato attorno allo sviluppo dello scalo trevigiano è certamente quello dei voli. Save, che aveva già annunciato l’intenzione di effettuare interventi per migliorare le mobilità in Noalese, rendere più permeabile l’aeroporto e agevole il via vai dei passeggeri anche a piedi, non farà nulla per nulla, com’è ovvio immaginare. Di qui le cifre. Save è partita dal dato ufficiale delle movimentazioni totali dello scalo registrate nel 2015 ovvero 18.400 voli circa (dato che tiene conto dei voli commerciali - 16.112 - e del traffico aerotaxi e privati). Di qui, tenendo conto delle strategie di sviluppo, ha fissato l’asticella del 2030 a quota 22.499 voli, ovvero un rialzo del 22%. Quattromila in più rispetto al presente. Facendo una media spaccata, senza distinzioni tra weekend e infrasettimanale o tra periodi estivi e invernali si tratta di una decina di voli in più al giorno che andranno gestiti sull’unica pista di San Giuseppe. Come? Differenziando partenze e arrivi anche su rotte diverse come era stato già anticipato negli anni passati in relazione all’aumento dei voli previsto dal vecchio piano.
Le rotte. I tecnici infatti pare abbiamo messo nero su bianco la necessità di prevedere quotidianamente anche una decina di decolli in direzione Treviso seguendo la linea di partenza che oggi viene utilizzata solo in occasione di giornate di vento proveniente da Nordest. Così facendo si potrebbe aumentare la capacità dello scalo trevigiano senza andare a pesare solo sul territorio del Comune di Quinto e Zero Branco.
L’ambiente. Più voli, più inquinamento? Altro elemento chiave del progetto di Save pare essere la secca smentita di questo assunto. La società infatti pare abbia spiegato in una relazione che il tetto dei 22 mila movimenti anno in realtà corrisponde a quello già toccato in anni passati - quelli contrassegnati dalla forte battaglia del comitato per il rispetto della quota dei 16300 movimenti messa nero su bianco dal Tar - senza che ciò avesse comportato peggioramenti dei livelli di inquinamento su Treviso, Quinto o aree limitrofe. Di qui una prospettiva sostanzialmente positiva disegnata dalla società che gestisce di fatto il Canova (per tramite della sua controllata Aertre) ancor più migliorata - avrebbero scritto o i tecnici - dalle prospettive di miglioramento delle tecnologie relative alla propulsione degli aeroplani, che potrebbero fare ipotizzare un ulteriore riduzione di consumi e inquinanti nei cieli di Treviso e di tutto il mondo.
Altri investimenti. A far la parte del leone nel programma di investimento per l’aeroporto di Treviso sono poi il sistema parcheggi, che verrà sostanzialmente potenziato, e le modifiche al terminal passeggeri già in parete previste dal vecchio piano di sviluppo bocciato dal ministero.
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