Un computer ai piedi La Marca crea la scarpa 2.0

TREVISO. Altro che “scarponi da montagna”, ormai le escursioni si fanno calzando veri e propri “computer di bordo” dotati delle più moderne tecnologie. Dalla scarpa anti valanga di Scarpa (azienda di Asolo) a quella, inventata da Tecnica, che si forgia direttamente in negozio sui piedi del cliente, l’ultima fiera internazionale del settore - Ispo, a Monaco - è stata monopolizzata dalle aziende dello sport system di Marca, sempre più patria della “scarpa del futuro”. Quarantuno le aziende trevigiane presenti, da Lotto a Blizzard, da Garmont a Moon Boot, galvanizzate dagli ottimi risultati della stagione invernale (fatturato in crescita del 10 per cento sui prodotti da neve, grazie al meteo favorevole).
Il Gps ai piedi. Il sistema satellitare in grado di localizzare l’escursionista ovunque si trovi è ormai una realtà da qualche anno: la prima a installare un dispositivo sui suoi scarponi da montagna è stata Tecnica, di Giavera del Montello. Tecnica che quest’anno si è presentata a Ispo (e ha vinto il premio come prodotto dell’anno) con la prima scarpa da trekking che viene confezionata su misura, all’interno dei negozi, prendendo le misure del cliente. Un’idea brevettata: «Questa tecnologia arriva dal mondo degli scarponi da sci» spiegano gli esperti di Tecnica, «da cui abbiamo ideato e brevettato il sistema C.A.S. (Custom Adaptive Shape): con l’uso di materiali termoformabili le scarpe vengono rese modificabili attraverso il calore le aree strategiche del piede come il tallone, l’arco plantare e la caviglia». In pratica, il futuro (oltre che il Gps) ai piedi. E nelle tasche del gruppo, che si conferma primo produttore europeo di calzature outdoor, con quasi 1 milione e 800 mila paia di scarpe l’anno, che contribuiscono al 52 per cento del fatturato del gruppo Tecnica (341,18 milioni di euro nel 2016).
La scarpa anti valanga. Una delle applicazioni del sistema Gps sulle calzature è quella ideata dal Calzaturifiscio Scarpa di Asolo, sbarcato a Ispo con un prodotto dotato di sistema di localizzazione integrato: «Un dispositivo che rende localizzabili le persone disperse» spiega l’azienda, « funziona attraverso un detector, utilizzato dalle forze di soccorso, e un riflettore, integrato nelle attrezzature sportive individuali: il primo viene utilizzato dai soccorritori per individuare il secondo, “indossato” dallo sciatore». Il nuovo scarpone da sci alpinismo, per questo denominato “anti valanga”, sarà in commercio dalla prossima stagione invernale. Il Calzaturificio ha chiuso il bilancio 2016 (ultimo dato disponibile) a quota 84,7 milioni di euro, in crescita rispetto ai 79,3 milioni del 2015.
Lo scarpone si pulisce da solo. Curiosa anche l’invenzione della Grisport Spa di Castelcucco, impresa che a fine 2016 ha raggiunto i 158 milioni di euro da fatturato, in crescita del 4 per cento. Ultimo brevetto: una linea, battezzata Scout, con «sottopiede ai carboni attivi antiodore, igienizzante e con riciclo d’aria», in cui «lo strato intermedio funge da stabilizzatore per maggior controllo e stabilità; mentre la suola ha ampi chiodi autopulenti». Scarpe che si possono allacciare normalmente, con i lacci, oppure chiudere “ermeticamente”, al millimetro, con un’apposita valvola che si ruota a destra o a sinistra.
Discese con gli ammortizzatori. Reduce dalle importanti cessioni di quote societarie (al patron Pierangelo Bressan si sono affiancati una società americana e Luigi Rossi Luciani, della Carel), la Garmont, di Vedelago, ha lanciato sul mercato una sorta di “scarpone 4.0” con profili arrotondati e “ammortizzatori” anti urto, per agevolare le escursioni impedendo cadute. Con i nuovi partner, Bressan ha già promesso nuovi investimenti in tecnologia e nuovi brevetti. L’obiettivo per il 2018 è di 20 milioni di euro di fatturato, erano 12 milioni nel 2015, quando Bressan rilevò l’azienda dal concordato e lo scarpone anti caduta non era nemmeno un’idea.
Andrea De Polo
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