Famiglie sotto sfratto e alloggi a peso d’oro con 70 mila case vuote nella Marca
Il grande paradosso: un’abitazione su sei, in provincia di Treviso, è sfitta. Ma il numero di persone che non trovano soluzioni sostenibili è esploso. Per le case popolari la situazione non migliora: ci sono 303 alloggi Ater assegnati, e 693 famiglie in attesa

Una casa su sei, nella provincia di Treviso è vuota, quasi 70 mila su un totale di 431 mila abitazioni. Mentre crescono le famiglie che rischiano di finire in mezzo ad una strada dopo che si sono viste maggiorare il canone mensile di affitto anche del 30-35%.
Il paradosso dell’abitare nella Marca non trova una soluzione e continua a reiterarsi, nonostante le azioni virtuose messe in campo da diversi attori, che però saranno applicate nel futuro prossimo. Intanto l’emergenza è qui e ora.
E un dato lo conclama: nell’ultimo anno il Sunia, la sigla sindacale principale organizzazione degli inquilini privati e degli assegnatari di edilizia pubblica, ha dovuto far fronte a oltre duemila richieste di aiuto, richieste raddoppiate rispetto a 5 anni fa.
«L’emergenza abitativa c’è sempre stata ma colpiva persone con caratteristiche di fragilità, ora a rivolgersi a noi è il ceto medio», specifica Deborah Marcon, segretaria provinciale del Sunia, «sono persone che prima avevano una situazione idilliaca, mentre ora a fronte di una disdetta non riescono a trovare una casa che possano sostenere: se va bene sono 800 euro di affitto, poi si aggiungono 600 euro di spese condominiali e poi le bollette che sono anche aumentate e scoppiano. Provano a cercare altre soluzioni, ma i prezzi in Provincia sono alti e quindi si trovano con una disdetta e con l’impossibilità di trovare altro che possano permettersi. Purtroppo questi casi sono aumentati in modo esponenziale e spesso capita che le persone arrivino da noi quando ormai è troppo tardi, quando è già arrivato lo sfratto e noi non possiamo far altro che coinvolgere gli avvocati».
L’Ater
Ad occuparsi dell’edilizia residenziale pubblica nella provincia è l’Ater. Secondo i dati raccolti e processati dal Centro studi dello Spi Cgil di Treiso, guidato da Annarita Contesotto, emerge che gli alloggi di proprietà e in gestione Ater sono in totale 5.295.
Di questi 1.417 risultano non occupati. Segmentando questo numero si arriva a contarne 875 sfitti, 288 di proprietà Ater da recuperare, 254 in gestione ma di proprietà comunale. Si tratta di dati 2024, negli ultimi anni sicuramente alcuni alloggi sono stati sistemati e messi a disposizione, qualche inquilino sarà passato a miglior vita, resta comunque il fatto che la richiesta è in continuo e costante aumento.
Anno dopo anno. Un esempio? A fronte di 303 alloggi Ater assegnati ci sono 693 famiglie in attesa di una soluzione. Si tratta spesso di famiglie con bambini, che se perdono il posto, devono aspettare fino all’anno successivo perché cambi qualcosa, tenendo conto anche della legge regionale per cui si può partecipare ad un unico bando. Dall’altra parte ci sono i Comuni che rappresentano un interlocutore fondamentale n ella partita dell’emergenza abitativa.
Il contesto abitativo
«Il contesto abitativo dell’edilizia pubblica nella Marca è relativamente strutturato, ma purtroppo è sottoposto a forti pressioni legate sia alla domanda sempre più elevata e crescente, sia alla difficoltà di gestione del patrimonio in esistenza», Gianfranco Barone della segreteria provinciale della Fisac Cgil di Treviso, «Negli ultimi anni il fabbisogno abitativo rimane sia elevato, sia andato in crescita, colpa del mercato del lavoro, dell’inflazione. Ma c’è anche un problema di graduatorie e assegnazioni, in alcuni Comuni della Marca accade che il numero di richieste superi di due o tre volte il numero di posti disponibili e, in queste situazioni, sarebbe opportuno intervenire, facendo anche rete, prima che le situazioni di difficoltà diventino di emergenza abitativa». —
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