Turismo pasquale in frenata: prenotazioni in calo del 10% nella Marca

Regge la domanda di prossimità: visitatori in arrivo da fuori regione, Austria e Germania per soggiorni brevi e decisi all’ultimo

Un gruppo di turisti sulle colline Unesco
Un gruppo di turisti sulle colline Unesco

La stagione turistica pasquale si apre con il segno meno per la Marca. Le oltre 160 strutture alberghiere della provincia di Treviso sono occupate, in media, al 75%. Un dato inferiore di circa il 10% rispetto allo scorso anno.

«Se è vero che le prenotazioni sono leggermente al di sotto delle attese, è anche vero che gennaio e febbraio hanno vissuto della luce riflessa delle Olimpiadi, che hanno restituito molta visibilità al territorio provinciale», osserva il presidente provinciale di Federalberghi Giovanni Cher, «marzo è stato meno positivo di quanto ci aspettavamo, di sicuro incide il percepito dell’aria di crisi che si respira ovunque, dei timori per il conflitto in Medio Oriente, degli aumenti energetici e dei rincari di molti beni e materie prime».

Federalberghi: «Regge la domanda di prossimità»

Il fattore determinante resta il last minute: le decisioni dei clienti sono sempre più legate al meteo e all’immediatezza. «È un approccio che sta prendendo sempre più piede, soprattutto dalle giovani generazioni», prosegue Cher, «pernottamenti di una o due notti, vacanze brevi ma ripetute nell’arco dell’anno, più compatibili con impegni che cambiano velocemente».

«Treviso resta in vetta alle mete preferite sia da italiani che da stranieri. Quest’anno il 50% è turismo italiano, l’altro 50% turismo europeo, per gli austriaci ed i tedeschi restiamo, anche per la vicinanza, una scelta previlegiata», conclude, «abbiamo molto da offrire: le offerte artistiche dei musei, le colline di Conegliano e Valdobbiadene, le ville venete, i centri storici, il Montello, l’escursionismo ed i percorsi lenti, oltre all’enogastronomia».

Fipe: «Il last minute richiede pazienza e fiducia»

«Stesso trend anche per la ristorazione», conferma il presidente di Fipe Michele Pozzobon, «il last minute è una tendenza che si sta imponendo già da tre anni. Le prenotazioni stanno scontando un calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sicuramente dovuto alle incertezze ed ai timori per gli scenari ed alla minor disponibilità delle famiglie, ma il fattore last minute richiede pazienza e fiducia».

«Il nostro focus, però, è la qualità dell’offerta», conclude, «i locali sono moltissimi, siamo aperti e pronti ad accogliere qualsiasi tipologia di cliente, sia in cerca di pranzi tradizionali che di offerte più smart, economiche e contemporanee. Giovani, famiglie, anziani, turisti e visitatori nella Marca trevigiana trovano risposte di ottima qualità».

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