Turismo, Caner esulta «Presenze in crescita Treviso è una scoperta»

Mogliano grazie a Venezia è la seconda meta più gettonata L’assessore spinge su Prosecco e nuovi itinerari naturali
ZAGO AG.FOTOFILM TREVISO AEROPORTO A. CANOVA
ZAGO AG.FOTOFILM TREVISO AEROPORTO A. CANOVA

treviso. «La provincia di Treviso chiuderà il 2019 segnando il nuovo record di presenze turistiche annuali». L’assessore regionale al turismo Federico Caner rende noti i dati dei flussi turistici nella Marca nel periodo gennaio-ottobre di quest’anno. «Gli arrivi segnano un +0,6 per cento, ma soprattutto aumentano le presenze (notti trascorse nelle strutture ricettive), +3,8 per cento».

i dati

Nei primi dieci mesi dell'anno sono aumentati soprattutto i turisti italiani, +6,4 per cento, ma anche stranieri, +1,5 per cento. Caner evidenzia però i balzi dei pernottamenti : «Nel 1998 la provincia censiva 1 milione 153 mila presenze, nel 2008 salivano a 1 milione e 548 mila, nel 2018 raggiungevano quota 2 milioni e 142 mila, numero destinato a essere superato nel 2019».

le ragioni

Secondo l’assessore la crescita è attribuibile a nuove strutture alberghiere; riconversione all’ospitalità di alcune dimore storiche; facilità di raggiungere Venezia. Mogliano ad esempio, con l’11,6% delle presenze dell’intera provincia, è il secondo Comune più turistico dopo Treviso. Ma lo stesso capoluogo ha aumentato il proprio appeal (ha il 16 per cento delle presenze provinciali). Da non sottovalutare l’affermarsi di nuovi modelli di vacanza, più brevi, in luoghi non invasi dal turismo di massa.

Nuovo turismo

I visitatori sono sempre più desiderosi di conoscere territori ricchi di tradizione ed eccellenze enogastronomiche, in cui muoversi lungo percorsi ciclopedonali ed equestri, secondo Caner che lancia le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, dall’estate scorsa patrimonio dell’umanità Unesco. Un segnale dell’interesse per questo prodotto turistico è dato dalla crescita del 9,7 per cento delle presenze nelle strutture extralberghiere, in particolare bed&breakfast e agriturismi, diffuse nelle aree più verdi della Marca. «Grazie all’attività dell’Osservatorio miglioreremo ancora l’offerta anche dal punto di vista infrastrutturale e dei servizi» dice Caner. —

M.C.P.

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