L’ultima truffa del finto carabiniere: «Rapine con l’auto di suo marito»

Tornano le truffe del “finto carabiniere”: decine di chiamate anche nella Marca con richieste di denaro e gioielli. L’Arma mette in guardia: «Nessuno chiede soldi, se avete dubbi chiamate subito il 112»

Massimo Guerretta
Truffa del finto carabiniere, raffica di telefonate: allarme in città e provincia
Truffa del finto carabiniere, raffica di telefonate: allarme in città e provincia

Tornano (anche se, a conti fatti, non s’erano mai andate) le truffe del “finto carabiniere” e negli ultimi giorni si registra una vera e propria raffica di tentativi in città e in provincia. Decine le telefonate in abitazione, con le segnalazioni arrivate alle forze dell’ordine, tutte con uno schema ormai collaudato ma sempre insidioso.

La telefonata arriva sul telefono fisso, spesso nelle ore del pomeriggio o della sera. Dall’altra parte della cornetta una voce che si presenta come appartenente all’Arma dei carabinieri. Il tono è deciso, incalzante, studiato per mettere in allarme la vittima. «L’auto di suo marito è stata utilizzata per fare una rapina»: è questa la frase con cui si apre il raggiro.

Da lì inizia la pressione psicologica. Il truffatore parla di un familiare coinvolto, di problemi giudiziari imminenti, di una situazione da risolvere con urgenza. In alcuni casi viene chiesto di preparare denaro contante o gioielli per evitare conseguenze più gravi, con la promessa che un incaricato passerà a ritirarli direttamente a casa.

Il meccanismo punta a creare paura e confusione, spingendo soprattutto le persone anziane ad agire d’istinto, senza verificare quanto viene raccontato. In diversi casi, però, le potenziali vittime hanno intuito l’inganno e hanno interrotto la chiamata, contattando poi le forze dell’ordine.

Proprio i carabinieri invitano alla massima attenzione: nessun appartenente alle forze dell’ordine chiede denaro o oggetti di valore per risolvere situazioni giudiziarie. In caso di telefonate sospette, la raccomandazione è di riagganciare immediatamente e chiamare il 112 per verificare. O, meglio ancora, chiamare il 112 con il telefono cellulare, in diretta.

Negli ultimi giorni i tentativi si sono moltiplicati in vari quartieri della città e nei comuni limitrofi, segno di una campagna organizzata che sfrutta copioni ormai noti ma ancora efficaci. L’invito è quello di parlarne in famiglia, soprattutto con i più anziani, e di non farsi trovare impreparati.

La prevenzione resta l’arma principale: diffidare di chi mette fretta, non fornire informazioni personali e non consegnare mai denaro a sconosciuti. Anche una semplice telefonata può fare la differenza tra una truffa riuscita e un raggiro sventato. 

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