Truffa delle e-mail conti correnti a rischio
Un messaggio-esca per rubare i codici, numerose incursioni nell'Opitergino
ODERZO. Non solo rapine, bond a rischio e clonazione di bancomat e carte di credito, i risparmi sono sotto il tiro anche dei pirati informatici. La truffa infatti oggi passa dalla rete internet, approfittando dei sistemi home banking, pronto banca, web bank, o simili, che permettono l’accesso al proprio conto corrente anche on line: ma attenzione a non digitare mai, neanche su richiesta, il codice segreto del bancomat perché potrebbe essere carpito dagli hacker e cadere nelle mani di associazioni malavitose. E’ di questi giorni infatti una mail che viene recapitata ai clienti opitergini del gruppo Banca Intesa, ma la truffa riguarda anche i conti di BancoPosta, con mittente «assistenza@bancaintesa.it» e oggetto «notifica della limitazione dell’accesso al conto». Nel testo, la cui grafica riporta loghi identici agli originali e il cui stile è burocratese quanto si conviene ad un documento ufficiale, viene detto che il conto corrente del cliente è stato bloccato in seguito al verificarsi di movimenti anomali. E il primo pensiero di chi legge e crede all’autenticità della lettera è inevitabilmente «Oddio! Mi hanno clonato il bancomat e mi stanno prelevando i soldi!». Fenomeno più che plausibile, anche alla luce dei recenti arresti a Padova di una banda di rumeni scoperti a clonare dei bancomat su tutto il territorio veneto. E proseguendo, l’avviso comunica che: «Per controllare il conto e le informazioni che Banca Intesa ha utilizzato per limitarne l’accesso visitare il sito: https://www.bancaintesa.it/piu/jsp/verify.acc». Cliccando sul link del sito indicato si arriva ad una home page identica in tutto e per tutto a quella del sito ufficiale di Banca Intesa, ma si tratta in verità di un inganno: si va dentro un sito clone dove tutti i dati che vengono inseriti saranno bottino dei pirati informatici. E codici alla mano il delinquente virtuale potrà accedere al conto corrente e prelevare soldi senza nemmeno «sporcarsi le mani». Il fenomeno, chiamato in gergo «phishing», era già scoppiato sei mesi fa, colpendo Banca Intesa, RasBank, Mediolanum e Fideuram, e riproponendosi due mesi fa ai danni di BancoPosta, con l’invio di migliaia di mail in cui si chiedeva ai riceventi di reinserire i propri dati per aggiornare i database degli istituti di credito. La truffa fu presto scoperta ma ignari clienti, fidandosi della perfetta identità tra il sito internet ufficiale della banca e quello pirata, hanno visto sparire diverse migliaia di euro dal proprio conto. La raccomandazione di Banca Intesa, che ha già provveduto ad avvisare le forze dell’ordine, a quanti stanno ricevendo le nuove mail fasulle è quella di cestinarle subito, poiché per le comunicazioni ai correntisti vengono utilizzati altri canali: la telefonata o la lettera. Inoltre è bene accedere al sito della propria banca sempre digitando l’indirizzo internet sulla barra della url, e mai attraverso link che appaiono nelle e-mail. La truffa in questo caso è virtuale, ma il prelievo di denaro dal conto purtroppo no.
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