Troppo latte, crisi mai vista prima: prezzi in caduta, allevatori in perdita

La produzione in eccesso viene valutata 27 centesimi al litro, a fronte di un costo di 50: agricoltori trevigiani in rivolta

Francesco Dal Mas

Non hanno dubbi i produttori di latte: «Questa è la peggiore crisi dai tempi del Covid, anzi più grave ancora perché non si vede la fine del tunnel». Che cosa accade, infatti? «Nei giorni scorsi alcune cooperative che gestiscono la compravendita del latte sono arrivate a chiedere agli allevamenti di produrne meno a motivo di una generale diminuzione della domanda - è l’allarme della Cia - con la diretta conseguenza che il prezzo riconosciuto agli allevatori sta registrando un forte ribasso».

I numeri

Da gennaio, la produzione che supera la quota autorizzata è valorizzata a 27 centesimi al litro (quando il mero costo di produzione è di 50 centesimi al litro). Con 132.923 tonnellate di latte conferito tra gennaio e ottobre 2025, la provincia di Treviso è la quarta del Veneto (che ha raccolto nei primi 10 mesi dell’anno scorso 1.035.317 tonnellate con +0,6% rispetto al 2024).

Sono oltre 300 gli allevamenti di vacche da latte nella Marca. La crisi del mercato è riconducibile a un eccesso di produzione a livello europeo. Per tenere in equilibrio il prezzo è intervenuto il Ministero dell’Agricoltura con un accordo, sottoscritto dalle associazioni più rappresentative, che prevede, fino al mese di marzo, un prezzo garantito compreso tra i 54 e i 52 centesimi al litro, applicabile al latte che non eccede i volumi prodotti nello stesso mese dell’anno precedente. Resta ancora critico, però, l’ingresso di latte spot estero per i prezzi fortemente ribassati, fino a 25 cent al litro. Si tratta del latte crudo (non ancora trasformato) che viene venduto sul mercato “a pronti”.

Le reazioni

«Ritenere che basti un provvedimento per cancellare qualsivoglia difficoltà è soltanto un’illusione - chiarisce il direttore di Cia Veneto, Maurizio Antonini - Le previsioni per il mese in corso fanno presagire un ulteriore calo del prezzo spot, già oggi a livelli incompatibili con i costi di produzione. In pratica, gli allevatori stanno lavorando in perdita». Gianmichele Passarini, presidente di Cia Veneto, osserva che «a fronte di questa situazione, che purtroppo potrebbe rendersi strutturale, riteniamo strategico che il mondo politico intervenga con delle misure ad hoc».

Venendo incontro alle centinaia di allevamenti veneti che negli ultimi anni hanno investito ingenti risorse relativamente all’obiettivo del benessere animale. «Per i nostri produttori è importante avere delle garanzie politiche soprattutto in relazione al contrasto alle speculazioni economiche e alle bolle di mercato.

Le scelte aziendali e imprenditoriali diventano fondamentali» insiste Salvatore Feletti, presidente Cia Treviso, «è importante continuare a perseguire il valore nella produzione legato alla qualità, all’origine e alla filiera garantita. In questo senso agli Agri-Food Days di Bruxelles è emerso un quadro in cui i mercati saranno sempre più segmentati e orientati al valore più che ai volumi».

Il produttore

«La crisi delle esportazioni di Germania e Olanda verso la Cina e i paesi asiatici di prodotti polverizzati ha creato una situazione di grande offerta nel mercato europeo con l’immissione di latte svenduto sotto i 30 centesimi al litro. Sicuramente c’è preoccupazione per il prossimo futuro» testimonia Gianluca Sartor, produttore di Quinto di Treviso, 120 vacche da latte.

«Bisogna però evidenziare che negli ultimi anni gli aumenti delle quote contrattualizzate richieste dai produttori sono state accolte con un attuale buon valore a litro. Sicuramente la volontà della filiera è quella di preservare il valore al produttore e la qualità».

«La situazione attuale del mercato deve determinare precauzione ma nessun allarmismo», sottolinea Omar Pasin, produttore di Fontanelle, 220 capi. «Dobbiamo abituarci a un mercato altalenatamene nella domanda e nei prezzi e dobbiamo trovare strategie aziendali per assorbire. Come produttori abbiamo altri fattori da considerare come i regolamenti sugli spargimento o legati al benessere degli animali che richiedono attenzione maggiore nella gestione aziendale. Sicuramente è fondamentale oggi attuare strategie e scelte (di conferimento) che garantiscono certezza del valore e attenzione alla gestione dei costi». —

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