Fusione o passaggio al Friuli: il rebus dei Comuni trevigiani di confine

A nord della Sinistra Piave si pensa all’unione tra enti locali, a sud al Friuli.  Gaiarine guarda alla provincia di Pordenone, ma il sindaco è sotto attacco. Elisa De Zan: «Voleva guidare la Marca e ora propone di cambiare Regione?»

Diego Bortolotto
Il rebus dei Comuni trevigiani di confine: fusione o passaggio al Friuli?
Il rebus dei Comuni trevigiani di confine: fusione o passaggio al Friuli?

 

Si dicono tutti orgogliosamente veneti, ma c'è chi corteggia il vicino Pordenonese e il Friuli. Dal dibattito di questi giorni su eventuali fusioni o annessioni, la realtà è che i Comuni di confine si sentono penalizzati e con risorse limite. L'annoso tema dell'autonomia sta creando subbuglio in particolare a Gaiarine.

«Un mese fa il sindaco Zanchetta era pronto a rappresentare la nostra provincia e a candidarsi presidente della Provincia di Treviso. Ora addirittura cambierebbe provincia?», denuncia Elisa De Zan, che del sindaco Diego Zanchetta era stata vice nella prima legislatura. Mentre adesso, da capogruppo dell'opposizione con Gaiarine Obiettivo Comune ne è la più acerrima avversaria.

«Tralasciando che Gaiarine percepisce annualmente dei fondi, circa 500 mila euro – ricorda De Zan - proprio perché Comune di confine, per garantire ai propri cittadini dei servizi “competitivi” con quelli del Friuli, tralasciando il fatto di come negli ultimi anni il sindaco ha deciso di spendere questi soldi, ci saremo aspettati delle dichiarazioni diverse. La coerenza in questo caso sarebbe stata dichiarare di combattere e trovare soluzioni per ottenere quello che era stato promesso e per migliorare sempre di più il proprio Comune. Senza scappare ma rimanendo ancorati alle nostre radici venete».

Uno scontro interno al centrodestra, dove De Zan rappresenta Forza Italia, mentre Zanchetta è della Lega.

«La millenaria storia veneta è una realtà e mi sento veneto – chiarisce il sindaco di Gaiarine -. Ma ripeto: perché di là della Livenza ci sono bonus per praticamente tutto, da asili, fotovoltaico e addirittura per cancelli elettrici, e da noi no?».

A Gaiarine non si pensa concretamente al referendum per l'annessione al Friuli. Ma si guarda piuttosto a un altro referendum del passato non attuato. «Il messaggio che hanno lanciato i veneti il 22 ottobre del 2017 esprimendosi a favore dell’autonomia è stato chiaro: ad oggi però nulla è stato fatto – tuona Zanchetta -. Ripeto nessun referendum come prima istanza, ma se il silenzio continua e le differenze rimangono…».

Gaiarine in realtà ha già avuto dei “flirt” con il Pordenonese.

Nel 2021 ha beneficiato del progetto realizzato dalla Provincia di Pordenone, su una pista ciclabile realizzata per la maggior parte in territorio di Sacile, ma per circa 300 metri lungo la provinciale nella frazione di Francenigo. All'epoca la Provincia di Treviso, su 900 mila euro di costi, nel aveva messi 70 mila.

Gaiarine con Portobuffolè fa parte del “Contratto di fiume” dell'Altolivenza, con altri sette Comuni pordenonesi, dove in Friuli, sono stati già finanziati una decina di progetti per 7 milioni di euro. Da altri Comuni di confine, più a nord, Fregona e Sarmede, si è invece già pronti a una fusione, meno complicata dal punto di vista burocratico.

Un modo per ottimizzare i servizi e ottenere più risorse. I sindaci Giacomo De Luca e Larry Pizzol si sono già espressi favorevolmente ad un'unione tra i loro due Comuni. Peraltro, va detto che anche altri Comuni dell’Opitergino-Mottense sarebbero favorevoli ad un passaggio al Friuli, e così diversi Comuni del Veneziano, come San Michele al Tagliamento. 

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