Troppi decessi, l’obitorio di Treviso è saturo: bare nella chiesetta dell’ospedale

TREVISO.
«Noi non abbiamo mai visto così tanti morti». All’obitorio dell’ospedale di Treviso operatori, barellieri, addetti delle onoranze funebri non fanno che parlare di ciò che sta accadendo. Le salme continuano ad arrivare e ad essere prelevate per i funerali. Lo sforzo per trovare spazio è un’impresa ardua. «Siamo nell’occhio del ciclone, una cosa impressionante, l’obitorio è stracarico». Chi ha i capelli bianchi non ricorda niente di simile.
Le stanze dell’obitorio sono tutte piene, le celle frigorifere faticano a tenere testa al continuo arrivo dei deceduti dai reparti, tanto che è stata riconvertita e adibita a ricovero salme perfino la chiesetta dell’obitorio. Una soluzione in extremis. «La chiesetta accoglie i feretri già chiusi in attesa dei funerali» raccontano gli operatori.
SITUAZIONE DIFFICILE
Dicembre è un mese drammatico con oltre centoventi morti a causa del virus e quattro giornate sopra i 20 decessi, picchi inauditi ai quali si aggiungono anche le vittime provocate da altre malattie che non sono certo scomparse con la pandemia. «L’obitorio sta affrontando una situazione davvero impegnativa» dice Ivan Trevisin, titolare di una delle più importanti imprese di onoranze funebri del capoluogo, «il problema è che ci sono anche i parenti delle vittime del Covid che sono positivi e chiedono di aspettare che finisca la quarantena per dare l’ultimo saluto ai loro cari».
IL FORNO CREMATORIO
L’affissione dei necrologi conferma quanto sia grave la situazione. Una distesa di fotografie e messaggi di cordoglio tappezzano la città di Treviso. La gente si ferma a guardare i volti delle vittime vicino al Duomo, ai Soffioni, in piazza Borsa. Il forno crematorio per ora riceve, ma siamo al limite. «Per ora non ci sono eccedenze» chiarisce il direttore generale di Contarina Michele Rasera «il nostro forno crematorio riesce a rispondere regolarmente». Qualche giorno fa però era scattata l’allerta nella zona di Montebelluna, tra le più colpite sotto il profilo epidemiologico. «A titolo preventivo ci sono state chieste delle camere mortuarie per supportare l’obitorio locale» prosegue Rasera «gli spazi sono stati messi a disposizione ma non sono stati utilizzati».
L’USL 2: “SITUAZIONE NELLA NORMA”
L’azienda sanitaria sta facendo il massimo per gestire al meglio la situazione e fa presente che il picco di decessi è una caratteristica normale d’inverno, con l’avvento dell’influenza, che aveva avuto un precedente nell’epidemia di marzo. «L’obitorio di Treviso dispone di 32 posti, di cui 13 Covid. Domani sono in programma 9 funerali e quindi andremo ad alleggerire la struttura» fa sapere la direzione dell’Usl 2. I vertici precisano inoltre che l’accoglienza delle salme nella chiesetta è dovuta alla difficoltà delle parrocchie. «Se in epoca pre-Covid avevamo nei periodi di maggior flusso 24 salme, ora siamo a una media di 28» proseguono dall’Usl «i feretri Covid restano per più tempo in obitorio, fino al via libera del funerale». —
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