«Troppe auto, avanti con la tangenziale»
Quarto lotto della tangenziale di Treviso, lo studio commissionato tre mesi fa da Ca’ Sugana a dei tecnici ha fugato anche gli ultimi dubbi: in troppi punti del capoluogo, e quindi non solo a San Giuseppe, il traffico è oggi superiore alla capacità di “sopportazione” delle strade comunali. E quindi è necessario costruire i quattro chilometri di prolungamento della tangenziale, che collegheranno la Castellana (altezza di Paese) alla Feltrina, con sbocco davanti all’Iperlando, alleggerendo la circolazione a San Giuseppe ma anche sul Put. Lo studio sulla viabilità verrà esaminato in una delle prossime giunte comunali. Il verdetto è segnato, anche se era prevedibile fin dall’inizio. Ma la giunta Manildo ha voluto un aggiornamento sullo stato della viabilità, per certificare l’esigenza dell’opera.
Il tempo stringe: Veneto Strade, società regionale pronta a finanziare (e costruire) il quarto lotto con 56 milioni di euro, per bocca dell’amministratore delegato Silvano Vernizzi avverte: «Aspettavamo un pronunciamento da parte del Comune entro il 2013, ma non è arrivato. La Regione ha pochi soldi, rispetto ai desiderata del territorio, e quindi o Ca’ Sugana ci dà una risposta definitiva entro tre mesi, oppure sposteremo altrove il finanziamento». Insomma, entro la fine di marzo il Comune di Treviso deve prendere posizione, dire se vuole o non vuole il quarto lotto. Poi si aprirà la partira sullo spostamento del tracciato più a nord, in uscita sulla Feltrina; ma prima ancora sui 400 metri in trincea che il Comune vorrebbe riuscire a strappare a Veneto Strade dai 56 milioni del finanziamento, andando così a tutelare l’agglomerato di via Casette, che altrimenti si troverebbe la tangenziale, in piano campagna, a una decina di metri dalla porta di casa. E la modifica, soldi permettendo, è fattibile dato che per il quarto lotto siamo ancora in fase di progetto preliminare. E se in prima battuta la richiesta (partita con l’amministrazione Gobbo) di una porzione di 400 metri in trincea, sulla carta, aveva fatto lievitare il costo dell’opera di altri 10 milioni di euro («che la Regione non ha», sottolinea Vernizzi); oggi gli uffici tecnici comunali sono convinti che, essendo calati i costi delle opere pubbliche a causa della crisi, con i 56 milioni si riuscirebbe ad accontentare tutti. Si tratta insomma di trovare una soluzione di compromesso, fra il tracciato fissato dalla Regione e quello chiesto da residenti e Comune. Anche per quanto riguarda lo spostamento a nord dell’uscita sulla Feltrina.
Spostamento necessario anche perché, autorizzazioni rilasciate a suo tempo dal Comune, hanno paradossalmente permesso la costruzione dell’Iperlando sulla Feltrina proprio lì dove dovrebbe sfociare il quarto lotto, e anche un previsto sistema di rotatorie non riuscirebbe a smaltire il traffico: tra tangenziale e Feltrina è previsto il caos quotidiano. Sarebbe quindi migliore il tracciato previsto dal vecchio piano regolatore di Treviso, che sposta tutto più a nord. Alessandro Zago
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