Recuperato un cadavere dal fiume Limbraga, giallo sulla dinamica della morte: cosa sappiamo

Andrea Brognera, 44 anni, è stato trovato senza vita nel fiume a Selvana. La bici non presenta segni evidenti di impatto: al vaglio l’ipotesi di un malore o di un possibile urto con un veicolo

Federico De Wolasnki
La bici distrutta rinvenuta nel canale
La bici distrutta rinvenuta nel canale

L’allarme è stato dato da una donna che stava attraversando il ponticello sul Limbraga che collega via Locchi con via Zanella a Selvana.

Erano da poco passate le 13 di oggi, sabato 19 settembre. A pelo d’acqua il corpo di Andrea Brognera, 44 anni trevigiano, riverso e immobile ormai senza vita. Sulla riva, a pochi passi, la sua mountain bike rovesciata che disegnava la dinamica chiara di quel che era successo ma non permetteva di chiarire l’elemento chiave: perchè. Una domanda che è ancora senza risposta.

L’allarme

La chiamata al 118 è partita immediatamente. La corsa dell’ambulanza del 118 è stata rapida, ma all’arrivo a Selvana non c’era nulla da fare.

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Il 44 enne, vestito di scuro, galleggiava a pelo d’acqua con lo zaino ancora sulle spalle. Sul posto l’arrivo dei vigili del fuoco e della polizia locale che ha completamente chiuso al traffico via Zanella, la strada che collega Fiera con Selvana, per permettere il recupero del corpo dell’uomo e i rilievi.

Le indagini sul posto sono durate oltre un’ora circondate dai nastri bianchi e rossi che tenevano lontani i tanti residenti scesi in strada per capire cosa fosse successo.

Il luogo del dramma

Il dramma è avvenuto sulla corsia destra di via Zanella, direzione fiera, nell’esatto punto in cui finisce l’incrocio con il ponticello di via Locchi e la riva del Limbraga riprende a costeggiare la carreggiata, ma senza la palizzata di legno che divide strada e fiume fino a pochi metri prima. Un bordo libero quindi, intervallato dai grandi tronchi degli alberi che costeggiano il fiume da una parte, la strada dall’altra.

Lì non c’è una ciclabile, ma nemmeno uno spazio per pedoni e biciclette, cosa che invece c’è sul lato opposto, ma nella forma di un marciapiede alto, stretto e sconnesso.

Il luogo della tragedia
Il luogo della tragedia

La scarpa, la bici, l’albero

Secondo uno dei primi residenti scesi in strada, ancor prima dell’arrivo della polizia locale, in via Zanella in mezzo alla strada c’era una scarpa nera. E una scarpa mancava al piede destro dell’uomo dentro il Limbraga.

Un dettaglio che chiariva come ci fosse stato con ragionevole certezza un impatto, ma non permette ad ora di chiarire con cosa.

Secondo i primi rilievi effettuati sulla bicicletta, il telaio e le ruote non riportavano segni di impatto. E la foto della bicicletta che pubblichiamo sembra confermarlo. Se fosse stato investito da un’auto che procedeva alle sue spalle la ruota sarebbe stata danneggiata, ma questo non basta a escludere che non vi sia la responsabilità di un veicolo che potrebbe aver, se non urtato, stretto il 44enne.

Ma un impatto, come lascia supporre la scarpa in strada, c’è stato di certo. E allora con cosa? Il grande tronco che sorge proprio lì dove è avvenuto l’incidente potrebbe dare questa soluzione. Se colpito o stretto da un’auto - ipotesi presa in considerazione dalla polizia locale che «non esclude alcun avvenimento» – potrebbe essere andato a sbattere contro il tronco, perdendo conoscenza e finendo direttamente in acqua, forse svenuto o forse già con un trauma fatale.

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Andrea Brognera

Ma c’è anche una terza ipotesi, quella che tutta la dinamica dell’incidente sia attribuibile a un malore, che avrebbe colto l’uomo mentre pedalava verso Fiera e gli avrebbe fatto perdere l’equilibrio in bici, magari anche sbattere contro l’albero (di qui la scarpa) per poi finire in acqua. Certo che il fondale del Limbraga, nel punto in cui il corpo è stato ritrovato (bici e assenza di corrente lo fanno corrispondere con certezza al luogo dell’incidente), non riportasse segni di movimenti fatti per uscire o rimettersi in piedi in quei pochi centimetri di profondità.

Ultima domanda senza risposta: l’ora. Da quanto era in acqua il corpo del 44enne prima di essere trovato?

Il giallo e l’autopsia

Fino in tarda serata, dopo che il corpo del 44 enne residente a Zero Branco era stato portato in obitorio, e la bici nel deposito della locale sotto sequestro, tutte le indagini erano ancora aperte.

Decisivo sarà sicuramente l’esito dell’autopsia che verrà certamente disposta dalla Procura di Treviso e si rende necessaria per capire se il corpo porti i segni di una contusione, e nel caso in quale punto, le tracce di un malore, o di un annegamento.

Niente video

A rendere tutto più difficile l’assenza di videocamere di sicurezza che inquadrano quel punto di via Zanella, un incrocio in area residenziale che non è monitorato da occhi elettronici pubblici e, da primi controlli, nemmeno privati.

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