Distretti, le imprese del Montebellunese tra sport, vino e molto altro

Mercoledì 23 al teatro Giuseppe Maffioli di Caerano l’incontro organizzato dalla tribuna di Treviso per discutere delle sfide del territorio con le aziende di spicco dell’area che comprende 17 Comuni. Ecco come iscriversi all’evento

Luca PianaLuca Piana
Una visione con il drone del centro storico di Montebelluna
Una visione con il drone del centro storico di Montebelluna

Un territorio con una forte vocazione industriale, dove hanno il cuore e il cervello molte realtà dello Sportsystem ma che allo stesso tempo non si esaurisce lì, tutt’altro. È questa la fotografia che emerge dai dati elaborati per la tappa del Montebellunese della manifestazione “Distretti”, che saranno presentati in un evento che si terrà mercoledì 23 settembre a Caerano di San Marco, al Teatro Giuseppe Maffioli di via Montello 61. L’incontro è aperto al pubblico e avrà inizio alle 17.

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Nata per iniziativa del gruppo Nord Est Multimedia, che pubblica la Tribuna di Treviso e altre testate, “Distretti” mira a individuare le dinamiche del sistema economico dei territori, visti attraverso i numeri e le voci delle imprese che vi creano lavoro, investimenti, ricchezza.

I Comuni coinvolti

Nella prima edizione di un anno fa, il territorio oggetto della ricerca curata da Italypost era più ristretto, mentre quest’anno è stato allargato a 17 Comuni, con l’obiettivo di fotografare la continuità di un’area caratterizzato per l’appunto da una forte presenza di imprese dell’outdoor e delle attrezzature sportive. I Comuni sono ora Alano di Piave, Arcade, Asolo, Caerano di San Marco, Castelcucco, Cornuda, Crocetta del Montello, Fonte, Giavera del Montello, Istrana, Maser, Monfumo, Montebelluna, Paese, Possagno, Trevignano e Volpago del Montello: un’area densa di imprese, con 1.871 società di capitali capaci di generare un fatturato aggregato di 9,7 miliardi di euro.

Le cento migliori

In questo insieme sono state selezionate le 100 migliori, scelte considerando criteri di redditività e solidità patrimoniale: per essere in classifica è necessario avere un risultato netto positivo nel 2024, un fatturato superiore ai 5,9 milioni, un margine operativo lordo medio (ebitda) nel triennio 2022-2024 superiore all’8,15% dei ricavi e un rapporto tra posizione finanzia netta e ebitda inferiore a 3,8 volte, sempre nella media del triennio.

Il 2024 è l’anno considerato per la classifica perché alcune aziende non hanno ancora depositato il bilancio successivo. Tuttavia, considerato che siamo ormai in autunno, anche i dati 2025 sono stati elaborati per le migliori 100, in modo da dare un’idea più nitida di come si stanno muovendo.

L’analisi

La graduatoria fa emergere una situazione con molte imprese solide ma, al contempo, non mostra una situazione brillantissima. Nel 2024 i ricavi aggregati delle migliori 100 erano rimasti stabili, a 3,31 miliardi dai 3,34 dell’anno precedente, una lieve contrazione subita anche dal margine operativo lordo, da 487 a 474 milioni.

Se si guardano le 88 aziende in classifica che hanno depositato il bilancio 2025, si vede che l’anno passato ha prodotto una lieve inversione di tendenza nei fatturati, cresciuti da 2,82 a 2,93 miliardi, mentre si è ancora compressa la marginalità operativa, scesa nel complesso da 400 a 392 milioni.

Le note positive

Non mancano, però, segnali di buon auspicio. Il primo viene dai progressi - o quanto meno dalla tenuta - di numerose aziende dello Sportsystem, che sembrano aver digerito la fase successiva al Covid, quando i magazzini pieni di articoli da smaltire avevano pesato sulle vendite. Fanno parte di questo settore le prime tre aziende in classifica, Tecnica, Alpinestars e Grisport, seguite poco sotto da Scarpa, ma hanno superato i criteri per entrare tante imprese più piccole.

Un secondo segnale arriva dal vino, altro punto di forza del’area, con i grandi nomi – Villa Sandi, Ac Astoria, Montelvini - che hanno assorbito senza eccessivi contraccolpi i dazi, pur in un momento non facile, in particolare per le piccole cantine.

Il terzo elemento positivo è, infine, la varietà delle imprese del territorio, sia in settori tradizionali, dove coesistono aziende di livello nazionale (un esempio è Latteria Montello, quarta assoluta per valore dei ricavi) e realtà piccole ma dinamiche, sia ambiti più innovativi, dove ci sono realtà al vertice in Italia come la Aliplast del gruppo Hera nel riciclo della plastica e la Novation Tech nelle fibre di carbonio.

Sasso (Banca delle Terre Venete): «Aziende forti e reattive»

Un distretto montebellunese estremamente elastico, capace di rimbalzare le fibrillazioni internazionali a colpi di investimenti, puntando su innovazione e sostenibilità. Una manifattura da sempre all'avanguardia, che continua a farsi largo nella competizione internazionale. Con lo sport come parola chiave. È l'immagine tracciata da Gianfranco Sasso, presidente di Banca delle Terre Venete, nell'intervista rilasciata alla Tribuna in avvicinamento all'evento sul distretto di Montebelluna di mercoledì 23 a Caerano.

Gianfranco Sasso, presidente di Banca delle Terre Venete
Gianfranco Sasso, presidente di Banca delle Terre Venete

Presidente, la vostra banca è fortemente radicata nel Montebellunese. Quali sono le esigenze che emergono con più forza da imprenditori e aziende del distretto?

«Il Montebellunese è un territorio ad altissima propensione manifatturiera, che conta oltre 12.000 sedi d'impresa e più di 50.000 addetti, con l'eccellenza dello Sportsystem che nel 2025 ha generato oltre 1,55 miliardi di euro di export. Dal confronto quotidiano con gli imprenditori emerge la necessità di investire per governare l'incertezza. Le priorità riguardano diversificazione dei mercati di sbocco, governance legata al passaggio generazionale e accelerazione della transizione ecologica e digitale».

Qual è lo stato di salute del distretto?

«Ci troviamo di fronte a un distretto resiliente e proiettato verso modelli organizzativi complessi. La manifattura continua a rappresentare l'asse portante del territorio, concentrando quasi il 42 per cento della forza lavoro locale. Più che a una contrazione della spesa, assistiamo a una qualificazione degli investimenti aziendali verso l'automazione dei processi, nuovi materiali e sostenibilità. L'obiettivo è porci al servizio dei grandi marchi del distretto, ma allo stesso tempo di tutto l'indotto dei terzisti, dando il nostro contributo per assicurare stabilità e competitività».

Transizione digitale, sostenibilità e passaggio generazionale sono temi centrali: in quali ambiti state concentrando sostegno e investimenti?

«Sosteniamo l'evoluzione delle Pmi attraverso finanziamenti per automazione, digitalizzazione e cybersecurity, offrendo al contempo strumenti per l'efficientamento energetico. Per il passaggio generazionale, in parallelo, affianchiamo le proprietà aziendali con servizi di advisory su governance, aggregazioni e piani di successione».

In uno scenario economico segnato da incertezze geopolitiche e cambiamenti nei mercati esteri, quali sono gli elementi che rendono ancora competitivo un distretto?

«La forza risiede nella velocità di adattamento e nella qualità. Le turbolenze internazionali stimolano la reattività: le rilevazioni di Unioncamere Veneto sul secondo trimestre 2026 mostrano la tenuta della manifattura del distretto, più 1,2 per cento nella produzione e più 3 per cento negli ordini esteri. Una dinamica virtuosa che noi stessi riscontriamo nel quotidiano».

(Mattia Toffoletto)

 

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