Giustizia civile a rilento: Treviso slitta al 69° posto in Italia
Nella Marca Trevigiana sono pendenti 16.893 provvedimenti, con un tempo medio di 307 giorni. Servono 423 giorni per un procedimento civile in tema di lavoro. Confartigianato: «Servono interventi strutturali e continui in un’ottica di maggior organizzazione e soprattutto digitalizzazione»

Servono 423 giorni per un procedimento civile in tema di lavoro, dato che colloca Treviso al 69° posto tra le province italiane.
Nella Marca Trevigiana i tempi della giustizia civile continuano a rappresentare un freno alla crescita economica e alla competitività delle imprese. In provincia di Treviso sono pendenti 16.893 provvedimenti, con un tempo medio di 307 giorni, sessantesima posizione in Italia. «E poco importa che la nostra provincia sia la terza migliore in Veneto», commenta Armando Sartori, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana. «I tempi dei procedimenti civili definiti nei tribunali ordinari dal 2024 sono tornati ad allungarsi, rendendo sempre più complesso il raggiungimento degli obiettivi fissati dal PNRR, che prevedevano entro giugno 2026 una riduzione del 40% dei tempi di trattazione rispetto al 2019».
Il Veneto si ferma a 346 giorni per un procedimento civile, leggermente al di sotto della media nazionale, ma con forti disomogeneità interne. Ancora più critico il capitolo dei procedimenti civili in materia di lavoro privato che riguarda il lavoro dipendente, parasubordinato e i licenziamenti: a livello nazionale il tempo medio è di 401 giorni, mentre in Veneto sale a 434 giorni.
«Per le imprese artigiane la giustizia civile non è un tema astratto», sottolinea Armando Sartori, «ma una variabile economica concreta. Tempi così lunghi significano incertezza nei rapporti contrattuali, immobilizzazione di risorse, difficoltà nella gestione del lavoro e freno agli investimenti. Un procedimento che dura anni equivale, di fatto, a una sanzione indiretta per chi rispetta le regole».
A preoccupare Confartigianato sono i dati emersi dalla proiezione al 2028 del tempo medio necessario per la conclusione dei procedimenti: dai 345 giorni nel 2025 ai 370 giorni nel 2028. Una dinamica che, come precisano le stesse fonti ministeriali, non tiene ancora conto degli effetti delle misure più recenti di riduzione dell’arretrato. «Il dato riflette criticità legate a litigiosità civile, risorse disponibili, incentivi al personale e organizzazione degli uffici giudiziari», conclude il presidente Armando Sartori. «Il PNRR ha acceso un faro su questo problema, ma ora servono interventi strutturali e continui in un’ottica di maggior organizzazione e soprattutto digitalizzazione. Occorre rendere la giustizia civile un vero fattore di competitività del sistema produttivo, a partire dalle micro e piccole imprese che costituiscono l’ossatura dell’economia regionale».
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