Treviso, studenti in corteo per «Generazione Fuoriclasse»: dalla scuola ai trasporti, le cinque richieste della protesta
La manifestazione attraversa il centro storico, davanti al Canova studenti scavalcano le recinzioni per unirsi alla protesta. Nel mirino degli studenti l'alternanza scuola-lavoro, il precariato degli insegnanti, gli edifici scolastici, il sostegno psicologico e i disservizi degli autobus Mom

Sono circa 300 gli studenti scesi in piazza questa mattina, venerdì 16 ottobre, per la manifestazione "Generazione Fuoriclasse".
Il ritrovo era fissato alle 8.30 alla Palla di ferro, da dove il corteo è partito sfilando davanti ad alcune delle principali scuole cittadine: il Riccati, il Canova, il Pio X e il Besta. Il percorso prosegue poi verso il Duomo e lungo Calmaggiore, fino a piazza dei Signori, dove la manifestazione si concluderà.
L'iniziativa è stata organizzata dal Coordinamento degli Studenti Medi di Treviso, dalla Rete degli Studenti Medi di Treviso, dal centro sociale Django e dall'Unione Giovani di Sinistra.
Alcuni studenti del liceo Canova di Treviso hanno scavalcato le recinzioni della scuola per unirsi al corteo di protesta cittadino. Lo documenta in un video la rete dei centri sociali del Nordest, sostenendo che «L'istituto aveva chiuso a chiave le uscite».

Cinque i punti della piattaforma diffusa nei giorni scorsi sui social. Il primo è la richiesta di abolire la Formazione Scuola Lavoro, l'ex alternanza: secondo gli organizzatori costringe gli studenti a lavorare per mesi senza paga o con compensi minimi, spesso in condizioni non sicure. Gli studenti ricordano anche i ragazzi morti nel 2026 durante questi percorsi. Il secondo tema è la salute mentale.
Gli studenti chiedono che il servizio dello psicologo scolastico sia più presente ed efficiente, insieme a un vero percorso di sostegno per tutti. Al centro della protesta c'è poi il precariato dei docenti: ogni settembre, denunciano, in classe non si sa se gli insegnanti saranno gli stessi dell'anno prima, né se resteranno fino a giugno.
Altro capitolo è quello degli edifici scolastici. I manifestanti denunciano aule a poco più di 10 gradi d'inverno e a 30 a maggio, oltre ad allagamenti, servizi guasti, muri instabili e materiali inadeguati. Per questo chiedono più fondi per la scuola pubblica.
Infine i trasporti.
Gli studenti, che secondo gli organizzatori sono circa l'85% degli abbonati Mom, lamentano ritardi continui, corse saltate, mezzi sovraffollati e bus che si allagano quando piove. La richiesta è una mobilità pubblica «degna».
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








