Stagione lirica e concertistica da record al Del Monaco di Treviso: investiti 900 mila euro
Il Comune di Treviso alza l’asticella del “teatro di tradizione” al Del Monaco: quasi un milione di euro per lirica e concerti nel 2026, più eventi, più abbonati e un appello a sponsor e imprese

La fila alla porta del Teatro Comunale Mario Del Monaco è già di per sé uno spettacolo che non stanca mai, soprattutto dopo tanti anni di difficoltà. Ma abituarcisi sarebbe un errore.
Ed ecco che dopo l’iniezione di iniziative e show lanciata a Treviso dal Teatro Stabile del Veneto, a dimostrare di voler alzare ancora l’asticella delle proposte in sala è ora il Comune di Treviso che per quest’anno ma disegnato un programma lirico e concertistico da poco meno di un milione di euro.
La spinta tutta comunale
Parliamo del “teatro di tradizione”, un settore artistico che nell’accordo con lo Stabile del Veneto è rimasto tutto in capo all’amministrazione comunale, sia a livello di programmazione che a livello di finanziamento, caricando sul Comune – e sul suo settore Cultura – la responsabilità di progetti lirici e concertistici, con tanto di scene, gestione e pagamento degli artisti, coordinamento di eventuali collaborazioni con altri enti e istituti culturali del territorio per la realizzazione delle opere.
La longa manus del Comune, in questo ambito, è Stefano Canazza, direttore artistico del Comunale per conto dell’amministrazione recentemente confermato nel ruolo dopo un nuovo bando. Con lui il dirigente della cultura Fabrizio Malachin e ovviamente l’assessore alla cultura del Comune, Maria Teresa De Gregorio, che fin dal suo insediamento a Ca’Sugana ha fatto ben intendere di voler pensare alla cultura come impresa, oltre che offerta. Ecco una programmazione che negli ultimi tre anni è cresciuta sia in termini di impegno economico che di offerta.
Il programma e la crescita
Per il 2026, la programmazione della stagione lirica e concertistica del Comunale Del Monaco prevede un investimento da 918. 855 euro, parte derivante dal fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo, parte dalle casse comunali.
Una spesa che finanzia la realizzazione di quattro eventi lirici oltre alla “prima” dello scorso autunno, e dodici concerti di qui a fine anno. Il primo evento il prossimo martedì, con il pianoforte di Grigory Sokolov che da alcuni giorni campeggia nelle locandine affisse in città, poi toccherà alla lirica con “L’Olimpiade” di Vivaldi, realizzata in collaborazione con il Conservatorio Steffani di Castelfranco, la Fondazione Cini e l’Accademia di arte drammatica d’Amico prevista in sala il prossimo 22 febbraio (non a caso in concomitanza con i giochi). «Rispetto all’anno scorso offriamo una lirica e due concerti in più» sottolinea l’assessore De Gregorio.
E i veri risultati di questo sforzo di crescita si vedono anche nei numeri. Gli abbonamenti sono aumentati del 50% in tre anni. Il “teatro di tradizione” gestito da Ca’Sugana ha visto gli abbonamenti lievitare dai 578 della stagione 22-23 gli 838 della stagione in corso con un vasto apprezzamento per la lirica (708 i tesserati quest’anno).
Contributi, incassi e sponsor
«Il contributo Fnsv (Fondo Nazionale dello Spettacolo dal vivo, ndr)» sottolinea una relazione nelle mani dell’assessore alla cultura, «ha segnato un + 25% dal 2020 ad oggi. Segno che le nostre produzioni vengono ritenute qualitativamente importanti».
Ma crescere è significato anche spendere di più per artisti, orchestre, produzione, nolo dei costumi, materiali (oltre agli aumenti imposti dai rincari generali). Uno sforzo delle case comunali che infatti, nell’ultima delibera, mettono nero su bianco: «Le spese che eccedono le attuali disponibilità di bilancio e, pertanto, la fase autunnale della programmazione è condizionata al reperimento di ulteriori risorse, non inferiori a 150. 000 euro».
Mancano soldi? «Si tratta solo di una precauzione contabile» spiega Malachin, «tutto il programma è coperto, ma serve mantenere la porta aperta». A spalancarla è l’assessore De Gregorio che da Ca’Sugana lancia un appello ufficiale alla città e alla provincia: «Il Teatro sta dando grandissime soddisfazioni in termini di qualità» ha detto ieri, «per crescere servono fondi, noi siamo pronti ad investire ma siamo altrettanto pronti ad accogliere il passo avanti di imprese o privati che vogliano contribuire a questo successo con le sponsorizzazioni. Questo per un cartellone che è anche un’occasione di crescita professionale per molti artisti». E qui cala il dato: «Nei rispettivi programmi del teatro di tradizione circa un 50% degli artisti impegnati sono giovani under 35, promesse affiancate ad artisti affermati».
Ciliegina sulla torta di una produzione che ad oggi sta facendo il tutto esaurito sarà, un domani, il restauro del teatro. Quel risanamento della facciata storica fermatosi in partenza lo scorso settembre per approfondimenti con la Soprintendenza che si spera possano concludersi a breve e dare il via al cantiere. —
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