«Spiagge lungo i corsi d’acqua a Treviso»: la proposta del consigliere Zabai
La proposta dell’esponente del Partito democratico: «Altre città già lo fanno, da Parigi a Basilea. E un tempo era così anche a Treviso». Il tema della qualità delle acque

Trasformare una parte della chiara fossa delle mura in un tratto dove il corso d’acqua sia balneabile. una spiaggia. Allo stesso modo altri punti specifici dei corsi d’acqua cittadina. E’ la proposta avanzata dal consigliere Pd Marco Zabai prendendo spuinto dalla storia della città, e da quel che succede in altri paesi d’Europa dove le acque dei fiumi cittadini sono considerate pulite alla stregua del Sile.
La proposta delle spiagge trevigiane
«In molte città europee i fiumi e i canali urbani sono tornati a essere luoghi vissuti dalle persone: a Copenaghen si fa il bagno nel porto, a Zurigo nella Limmat, a Basilea nel Reno, a Parigi si stanno recuperando spazi di balneazione urbana anche lungo canali e fiumi. Se ci sono riusciti altrove, perché a Treviso dovrebbe essere impossibile?»
Zabai propone di fatto un piano per riportare progressivamente alla balneabilità i corsi d’acqua cittadini.
«Non stiamo parlando di un sogno astratto. In passato alcuni tratti del Botteniga erano normalmente utilizzati per la balneazione. L’area ex Eredi Sarzetto, recentemente acquisita al patrimonio comunale, era conosciuta come la “spiaggia dei trevigiani”. Treviso ha già avuto un rapporto diretto e quotidiano con i suoi fiumi: oggi possiamo recuperarlo, con criteri moderni di sicurezza, tutela ambientale e accessibilità».
«Il Botteniga, i Cagnani, il Sile non sono solo elementi del paesaggio: sono parte dell’identità urbana e potrebbero diventare spazi pubblici di qualità, accessibili e sicuri» prosegue Zabai, «in giorni di caldo sempre più intenso, l’acqua può essere una risorsa fondamentale per dare refrigerio, benessere e nuovi luoghi di socialità alla città».

La qualità dell’acqua prima di tutto
Non possiamo parlare seriamente di fiumi vissuti se prima non affrontiamo il tema della qualità dell’acqua. Il nodo principale resta quello fognario visto che mentre Ats e Comune stanno lavorando per collegare l’intera città alla rete fognaria, ancora molte abitazioni e condomini del centro non sono collegati alla rete.
«Troppe abitazioni scaricano ancora nei canali» sostiene Zabai, «A questo si aggiungono scarichi, sversamenti e situazioni poco chiare che troppo spesso ci troviamo a denunciare. Serve un piano vero: fognature, controlli, monitoraggio, qualità dell’acqua, accessi sicuri e tutela delle rive. Proprio per questo ho presentato un’interrogazione all’assessore Manera per sapere a che punto siamo con il collegamento fognario del centro storico dopo la realizzazione del bypass sotto il Sile, e quale sia lo stato degli interventi nelle altre aree della città che si affacciano lungo i corsi d’acqua».
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