Cantiere per il Terraglio Est ancora senza esecutivo. La Lega: tutto in linea
Né scavi né asfalto a quasi un anno dall’inaugurazione, bonifica bellica finita solo ora tra Sant’Antonino e Casier. Il consigliere Barbisan: «L’intervento non è fermo»

L’8 settembre prossimo, se i 370 giorni di lavori annunciati un anno fa fossero davvero partiti subito, il secondo stralcio del Terraglio Est tra Casier e Treviso sarebbe finito. Ma ad oggi non c’è ancora nemmeno un metro di asfalto.
Quel che c’è, in compenso, è la rassicurazione da parte del consigliere regionale della Lega Nord Riccardo Barbisan, ex assessore al bilancio di Treviso: «Tutto sta avanzando regolarmente». Eppure manca ancora il progetto esecutivo, come conferma lo stesso Barbisan nella nota ufficiale di rassicurazione sul cantiere diramata alcuni giorni fa, a quasi un anno dall’inaugurazione dei lavori celebrata da Zaia e dall’ex assessore alle infrastrutture del Veneto Elisa De Berti.
La situazione
Si è chiusa solo due settimane fa la gara che è destinata a definire chi sarà il pool di tecnici che dovrà affiancare la direzione lavori. Le nomine arriveranno a breve. Le bonifiche belliche da Sant’Antonino a Casier, sospese a marzo perchè i terreni non erano ancora stati espropriati, ora sono finite. Gli operai hanno steso le reti arancioni di un cantiere che ancora non c’è.
«I lavori avranno una durata di 370 giorni» disse la politica leghista il 3 settembre scorso, omettendo di spiegare però che quel giorno in realtà i lavori non partivano per davvero, si era lì per la pompa magna e i colpi di benna di rito, perchè nessuno aveva in mano le carte per iniziare davvero. Tutto a posto? A sentire la Lega sì.
Barbisan rassicura
Stavolta non parla l’ex assessore De Berti, che a marzo aveva annunciato «l’avvio degli scavi del sottopassaggio del Terraglio Est a maggio» (non c’è nulla), ma il consigliere leghista Riccardo Barbisan: «Recenti ricostruzioni giornalistiche lasciavano intendere una situazione di sostanziale inoperosità del cantiere» ha detto giorni fa, «invece il cantiere sta procedendo secondo le attività previste».
Di qui a seguire: «Entro giugno saranno completate le operazioni di bonifica bellica e le attività di verifica archeologica. Sempre nel corso di questo mese è prevista l’approvazione del progetto esecutivo, che ha già ottenuto esito positivo nell’iter di verifica». Allora, forse, si partirà? Calma.
I lavori veri? A fine estate
Sarà agosto, più probabilmente settembre, e lo spiega proprio il leghista. «Si stanno completando tutte le procedure necessarie per consentire il passaggio alle successive fasi operative» dice Barbisan, «Parlare di cantiere fermo non corrisponde allo stato reale dei fatti. «Nel mese di luglio prenderanno avvio i lavori per la risoluzione delle interferenze con i sottoservizi. In assenza di rallentamenti» specifica poi, «il cantiere potrà quindi proseguire con le opere infrastrutturali vere e proprie». Sarà così passato un anno dalla bennata.
Le opposizioni insorgono
Rossella Cendron (Civiche Venete) aveva presentato in consiglio regionale una interrogazione, settimane fa, per fare luce sullo stato di fatto dell’opera. «In Consiglio regionale non è stata data risposta nonostante siano passati i 20 giorni di limite» attacca la Cendron, «È incomprensibile che un’interrogazione su un’opera strategica venga inserita all’ordine del giorno e poi resti inevasa».
Il tutto mentre il consigliere leghista dava alle stampe un comunicato sul tema, «dopo aver parlato con gli uffici». «Un gesto gravissimo» chiosa Cendron.
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