Il semaforo pedonale pericoloso da sempre, anche gli autisti protestano: «Va spostato»

Il grave incidente di mercoledì 7 gennaio è stato un evento annunciato: nessuno rispetta il rosso e per i bus e una vera odissea

Federico De Wolanski
L'incrocio con il semaforo in Lungosile Mattei
L'incrocio con il semaforo in Lungosile Mattei

L’avevamo detto, denunciato, scritto, filmato. Il vero pericolo nell’area di Lungosile Mattei più del traffico lungo la strada era (ed è) il semaforo pedonale che dovrebbe regolare il transito dei pedoni da Ponte San Martino a via Roma.

Uno snodo chiave della città. Quel semaforo che la stragrande maggioranza delle persone - studenti, cittadini, anziani e pure turisti - ignora a tutte le ore del giorno e della notte, mettendosi in pericolo.

Esattamente quel che è successo mercoledì, quando una sessantenne ha attraversato col rosso - secondo quanto appurato finora - finendo travolta dal bus.

Treviso, donna investita dal bus sulle strisce pedonali: è gravissima
Il luogo dell'incidente, in Lungosile Mattei a Treviso

Il problema

Se non si può parlare di tragedia annunciata è solo perchè, fortunatamente, la donna investita non è a rischio della vita. Ma questo non basta ad assolvere mesi e mesi di un problema evidente della viabilità cittadina, un punto nero a cui non si è voluto dare rimedio contando forse più sulla statistica secca, che riporta solo una decina di incidenti occorsi in zona negli ultimi dieci anni.

Eppure il rischio è sotto gli occhi di tutti, basta sostare davanti al semaforo a qualunque ora per notare come nessuno rispetti il rosso. Lo ha chiaramente denunciato il nostro giornale già a settembre, quando è stata avviata la Ztl di Lungosile Mattei, quella limitazione al traffico in orario scolastico che non si può far rispettare senza un presidio di polizia locale alle cui spalle succede di tutto.

Quando va bene c’è chi attraversa di corsa il semaforo rosso sfruttando la “pausa” del traffico, più spesso c’è chi passa anticipando bus e auto, e chi lo fa senza nemmeno guardare, e lentamente, pensando forse valgano (o siano abbastanza) le strisce pedonali.

È soprattutto il caso dei ragazzi all’uscita di scuola, o del via vai di persone il sabato pomeriggio, ma il rosso ignorato è comunque un dato di fatto. A proprio rischio e pericolo? Non solo. A patire le conseguenze di cui si “butta” in strada sono anche autisti e passeggeri di bus e corriere che quotidianamente sono costrette a brusche frenate o rallentamenti in curva per evitare questo o quel pedone fuorilegge. Quando riescono a vederlo.

La protesta degli autisti

Proprio per questo, dopo l’incidente di mercoledì, sono ora anche gli autisti a chiedere un intervento a tutela dei pedoni, ma anche del loro lavoro. «Quel semaforo non viene rispettato da nessuno e da sempre» si sfogava ieri Roberto, collega dell’autista che ha investito da donna, «va spostato da lì perchè è pericoloso. Non c’è altro da fare».

«Noi autisti ogni volta siamo in estrema difficoltà: col verde non possiamo passare serenamente perchè c’è sempre chi sta giù dal marciapiede o peggio ancora si butta. Suoni? C’è anche chi ti manda a...» incalza Andrea, autista dell’urbano di Mom.

«È pericolosissimo, non pericoloso» chiosava ieri in via Roma un altro collega che guida le corriere, «Quando arrivi al semaforo sei in curva, se guardi che nessuno si butti in strada da destra, non vedi chi c’è a sinistra».

«E viceversa» gli ha aggiunto un altro autista del servizio cittadino: «Se esci dalla città e svolti in Lungosile Mattei non hai la visuale necessaria». Di qui un coro: «Il semaforo va spostato». E non solo.

La proposta

Quella che arriva da chi vive l’area è una indicazione chiara e semplice: spostare l’attraversamento di cinque metri verso l’interno, ma anche mettere delle transenne. «Così facendo», dicono gli autisti e anche alcuni residenti della zona, «il flusso dei pedoni sarebbe incanalato lontano da dov’è ora e costretto al semaforo». «Se anche passassero col rosso lì, ci sarebbe modo di vederli» insistono gli autisti.

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