Treviso, scuola e disagi Mom: studenti lasciati a piedi dagli autobus

Con l’inizio delle lezioni tornano i problemi del trasporto pubblico Mom: navette in ritardo o che non passano e autobus troppo pieni. Famiglie costrette a intervenire: «La capienza si autoregolerà nei prossimi giorni»

Lorenza Raffaello
Studenti alla stazione dei bus
Studenti alla stazione dei bus

 

Puntuali come la prima campanella dell’anno che suona inesorabile. La scuola comincia e alcuni studenti rimangono a piedi. Si sono replicati anche in questi giorni di inizio anno scolastico i disagi legati al trasporto pubblico Mom.

Ragazzi a piedi, masse di persone che occupano le carreggiate, navette che non passano o passano in ritardo. E i risultati sono sempre gli stessi. L’isteria generale di chi rimane a piedi oppure la rassegnazione di chi preferisce chiamare i genitori ed elemosinare un passaggio per arrivare in tempo alle lezioni.

Il nodo navette

Le criticità maggiori segnalate dagli studenti e dalle loro famiglie sono quelle legate alle navette dedicate agli utenti abbonati, che dal centro portano nella zona istituti di viale Europa. A farne le spese maggiori, in questi primi giorni, sono stati gli studenti della succursale del liceo classico Canova. L’appuntamento è alla fermata della navetta dedicata in via Lungosile Mattei, peccato che all’orario indicato sulla tabella non sia stato mai rispettato.

Il primo giorno, gli studenti raccontano che non sia è proprio passato, il secondo, invece, l’autobus sarebbe passato, ma notevolmente in ritardo, con la conseguenza che chi ha potuto ha chiamato i genitori per farsi accompagnare a scuola. Peccato che la maggior parte degli studenti arrivi da fuori città e che quindi non possa contare su questa fortuna.

Le linee normali

Poi ci sono le linee normali, quelle cioè non riservate ai soli studenti abbonati, ma autobus che effettuano tratte canoniche sul territorio comunale ed extracomunale. Quelle utilizzate anche da lavoratori o pensionati, per intenderci. Le più piene. Alcuni studenti vengono letteralmente lasciati a piedi.

Troppa gente? Non si sale. Gli autisti non sprecano nemmeno più fiato. Tacciono, non aprono le porte e proseguono verso la destinazione, sperando che nel frattempo il mezzo si svuoti un po’. Allora gli studenti si svegliano prima e prendono l’autobus precedente, per poi aspettare 20 minuti fuori da scuola in attesa che aprano i cancelli. Non proprio il massimo con la pioggia degli scorsi giorni. Alcune famiglie sono andate a protestare in biglietteria Mom.

La risposta? «La capienza si autoregolerà nei prossimi giorni». Tradotto: qualche utente desisterà e quindi lascerà spazio a qualcun altro. Only the brave, dunque.

I capolinea messi fuori

Qualche giorno fa gli autisti sono stati raggiunti da una circolare. «Durante il solo periodo scolastico invernale, dal lunedì al sabato, dalle ore 12.30 alle ore 14.30, tutte le corse previste in partenza dall'autostazione dalle corsie 1 e 3 partiranno dalla nuova fermata esterna di Lungosile Mattei». Si tratta di linee (119-101-106-107-112-113) extraurbane.

In neretto c’è scritto: «Il personale assegnato alle linee sopra indicate è invitato a raggiungere la fermata pochi minuti prima dell'orario di partenza, evitando di creare intralcio». Un paradosso considerando le dimensioni dei mezzi e il fiume di studenti che a quell’ora gravita nella zona.

 

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