A Treviso apre Dadà Dumplings: 800 ravioli gratis per la festa di inaugurazione
Jimmy apre in via Palestro il nuovo locale dedicato ai dumpling artigianali, nati dalla ricetta di famiglia. Per il debutto saranno offerti 800 ravioli: «Benvenuti a casa dello zio Jimmy»

Alle 7.30 della vigilia dell’apertura, Jimmy è già al lavoro nel nuovo locale di via Palestro 3. Sul banco ci sono impasto e ripieno, davanti ha una giornata di preparazioni. Perché oggi, sabato, alle 11, apre Dadà Dumplings: per il debutto, 800 ravioli artigianali saranno gratis. Fino alle 14, saranno offerti nei due gusti scelti per l’apertura: carne e verdure. Dalle 14, partirà il servizio ordinario, fino alle 23.
Jimmy ha 44 anni, viene da Rui’an, in Cina, vive a Mestre e ha studiato da cuoco nel suo paese. Nelle foto, facendo “ok”, il suo gesto caratteristico: la stessa posa ripresa nella caricatura del logo, dove lo «zio Jimmy» accompagna il nome del locale.
Per capire come nasce Dadà, bisogna tornare alla famiglia di Jimmy. Nel dialetto di Rui’an, racconta, Dadà significa «zio». È così che lo chiamano le sue due nipoti, nate e cresciute in Italia, da madre italiana e padre cinese. Un giorno, si accorge che non hanno mai assaggiato i ravioli con cui lui è cresciuto, quelli della cucina cinese di sua madre. Comincia allora a prepararli per loro. Da questa storia, prende forma l’idea del locale: dumpling, in inglese, significa raviolo e per Jimmy, prima ancora di diventare un’attività, è un sapore di casa. Il menu si apre con queste parole: «Benvenuti a casa dello zio Jimmy».
La lavorazione sarà visibile anche dalla strada. L’impasto nasce da farina, acqua e poco sale, viene diviso in piccole porzioni, stese una alla volta con un piccolo mattarello, farcito e chiuso a mano. Il centro resta più spesso, i bordi più sottili. La vetrina diventa così una finestra sul lavoro: chi passa potrà vedere alcune fasi della preparazione.
Alla vigilia dell’inaugurazione, il lavoro ha già un numero preciso: 800 pezzi da preparare. Ha scelto Treviso perché gli piace la città e perché riteneva mancasse un’offerta di questo tipo. Le materie prime vengono acquistate in Italia e la carne arriva dalla macelleria Stecca di Borgo Cavour. La sfida è mantenere i sapori con cui è cresciuto trovando, quando serve, un punto d’incontro con il gusto italiano.
Nel menu, ci sono anche ravioli ai gamberi, baozi, noodles, riso glutinoso e involtini di manzo con funghi enoki. I ravioli vengono prima cotti al vapore e, per alcune preparazioni, passati alla piastra. I baozi hanno un impasto lievitato preparato in casa. Nei giorni ordinari, i piatti saranno serviti su stoviglie con decori cinesi e si potrà mangiare con le tradizionali bacchette. Da bere, oltre alle bibite, anche birra artigianale del territorio. I prezzi vanno da 5 a 11,90 euro.
La comunicazione del lancio è affidata a Restaurant Revolution, agenzia specializzata nel marketing della ristorazione, nata dall’esperienza di Brunch Republic. A chi passerà in locale verrà consegnato un buono con il 10% di sconto sul prossimo ordine, valido fino al 31 ottobre. Jimmy ricorda di aver preparato il primo raviolo quando aveva 5 o 6 anni. Oggi, ne avrà davanti 800 e, dall’altra parte della vetrina, arriveranno i primi clienti. Alla domanda su che cosa penserà quando entrerà il primo, sorride con quella sua timida simpatia. Poi, risponde: «Prima penso: come lo posso salutare? Ciao!».
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