«Treviso quindicesimo hub di Ryanair» Ecco il piano per il rilancio del Canova

Accordo tra Save e la compagnia irlandese: «Pronti a partire dal marzo 2021 con 18 nuove rotte, Covid permettendo»
zago agenzia foto film treviso assemblea sindacale dipendenti aeroporto canova
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La città di Treviso si prepara a volare di nuovo, soprattutto in vista della stagione estiva, pandemia permettendo. Ieri Save e Ryanair hanno presentato l’accordo che porterà dal 30 marzo 2021 l’aeroporto Canova a diventare la 15esima base della compagnia irlandese, un hub, con diciotto nuove rotte. In altri termini: lo scalo riaprirà e, sempre pandemia permettendo, è pronto a farlo già prima della prossima estate.

turismo e business

Il 30 marzo infatti è la data in cui entrerà in vigore il nuovo accordo tra Save e Ryanair, ma il presidente di Save Enrico Marchi ieri ha chiarito: «Lo scalo riaprirà quando torneranno i passeggeri. Sarà una ripresa graduale, sia in termini occupazionali che di voli. Ma ci auguriamo che per marzo la campagna di vaccinazione e il comportamento responsabile degli italiani abbiano consentito di debellare o ridurre di molto la pandemia e che quindi si possa ricominciare a volare più assiduamente. In questa fase è importante però gettare le basi per farsi trovare pronti quando riapriremo». Il fatto che il circoletto rosso Ryanair e Save l’abbiano posizionato sull’inizio della stagione estiva trova conferma anche nelle nuove rotte che saranno aperte al Canova. Ci sono mete business e mete turistiche. Partendo da quest’ultime: Tenerife, Mallorca, Alicante, Kos, Chania, Salonicco, Pafos e Rodi. Sono state inoltre collegate due porte fondamentali per il business: Francoforte, uno degli aeroporti più importanti e collegati al mondo, e Tel Aviv. Aumentato anche il collegamento con l’Europa dell’est: Poznan in Polonia, Kiev e Leopoli in Ucraina, Riga in Lettonia. E poi la novità delle tratte verso il nord Europa, ovvero Billund, la città danese in cui ha sede la Lego. Infine altre due rotte nazionali: Pescara e Trapani. Con le nuove mete Ryanair collegherà il Canova a 45 città, per 153 voli la settimana complessivi non appena sarà a pieno regime.

uno scalo strategico

Ma diventare hub della compagnia low-cost irlandese significa anche che due aeromobili faranno base a Treviso, dove trascorreranno anche le notti in attesa della ripartenza. Agli aerei si accompagna personale di volo e personale di terra, in tutto ci saranno 60 persone in più a lavorare al Canova. Tra le rotte e la base, l’investimento di Ryanair su Treviso è di 200 milioni di euro. «Abbiamo una forte affiliazione con Treviso, dal momento che il primo volo di Ryanair per l’Italia nel 1998 era da Londra Stansted a Treviso. L’Italia è uno dei mercati più grandi di Ryanair e vogliamo continuare a sostenere la ripresa economica e la connettività regionale e internazionale in tutto il Paese», sono le parole di Eddie Wilson, ceo di Ryanair, presente ieri alla presentazione dell’hub Treviso. L’importanza di diventare hub va ricercata anche nella centralità che lo scalo trevigiano assumerà sul piano europeo, con molte più mete raggiungibili attraverso gli scali. «La differenza importante è che oggi l’aeroporto può solo ricevere passeggeri da altre basi, invece da marzo sarà una porta di accesso alle 280 destinazioni raggiunte da Ryanair. Aumenteranno i passeggeri interessati al Canova. Bergamo pochi anni fa era uno scalo cargo, ora è il terzo aeroporto in Italia per traffico. È uno scalo non più solo a servizio di Milano, ma con un’importanza a sé stante. Avere una base offre grandi occasioni di sviluppo», ha aggiunto Wilson.

sollievo per i lavoratori

Per provare ad accaparrarsi una parte di passeggeri in vista della riapertura, come da prassi, la compagnia irlandese ha già lanciato un offerta con voli “da e per” gli aeroporti veneti a 24,99 da aprile a ottobre. Che poi ad aprile si voli veramente, resta però oggi ancora una grossa incognita. Ma aldilà di chi sogna un weekend di svago fuori dall’Italia, dopo un anno di rinunce, a tirare un sospiro di sollievo sono soprattutto tutti i lavoratori dell’aeroporto e dell’indotto, che ormai da marzo scorso sono a casa. Alcuni, i più fortunati, in cassa integrazione, altri - per esempio i gestori di bed & breakfast, stagionali, o chi gestisce i parcheggi - con gli incassi ridotti a zero. Almeno un migliaio di persone che in questi mesi hanno vissuto con apprensione la chiusura del Canova, ancora oggi unico scalo in Italia a non avere riaperto. Una circostanza che aveva fatto dubitare molti sul futuro dello scalo, e sulla ripresa delle attività. L’accordo con Ryanair - pur non consentendo oggi sciogliere tutte le incognite su tempi e modalità - mette un punto sulla questione: il Canova riaprirà i battenti, i posti di lavoro sono salvi. —



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