Treviso Photographic Festival, artista “censurato” su Gaza distrutta: cosa è successo
Polemica al Treviso Photographic Festival 2026 dopo l’esclusione del progetto su Gaza del fotoreporter Mattia Bidoli. L’organizzazione parla di scelta tecnica, la Digos smentisce qualsiasi veto. Cosa sappiamo

Censura su foto della tragedia di Gaza? O semplice scelta artistica o forse tecnica? E cosa c’entra la Digos di Treviso? Forse un malinteso?
Esplode un singolare caso artistico e politico attorno all’edizione 2026 – settembre – del Treviso Photographic Festival, organizzato nella nostra città dall’associazione bellunese Lab 77, e che anima il centro con esposizioni di street photography, documentari, ritratti, paesaggi ed architetture.
Il fotoreporter - e operatore umanitario e mago – Mattia “flip” Bidoli non è stato ammesso dopo aver presentato il suo progetto dedicato a foto scattate sulle strade di Gaza bombardata.
Da quanto rivela “il manifesto”, la direzione del concorso avrebbe comunicato a Bidoli che la scelta sarebbe stata assunta su indicazione della Digos trevigiana, perché «non si parlasse di Gaza vista la presenza di politici». Aggiungendo: «Su direttiva della Digos non possiamo presentare foto che parlano di questo, soprattutto da Gaza. Non possiamo proprio».
Ma c’è anche un’altra versione, più tecnica: «Siamo un festival di street photgraphy», avrebbero aggiunto dall’organizzazione del festival.
Fatto sta che la Digos ha chiarito come «ci sia stata una richiesta di informazioni sulla presenza di foto» (riferita a possibili risvolti politici), ma «nessun veto posto agli organizzatori», solo «l’esigenza di poter predisporre eventuali servizi di vigilanza».
Solo un malinteso. Il caso è proseguito sui social, perché il festival, su Instagram ha pubblicato tre post: «No ai genocidi», «Scegliamo noi le foto», «No alle censure». E ancora, il no sarebbe nato da motivazioni tecniche e logistiche (il progetto di Bidoli richiedeva uno spazio espositive a sè, non una sola foto come gli altri candidati).
Sul caso interviene anche Luigi Calesso, coordinatore di Coalizione Civica: «L’amministrazione comunale si adoperi, c’è l’occasione di organizzare con Bidoli una mostra del suo progetto in concomitanza con il festival», dice, «non ci sarebbe alcuna censura, si documenterebbe una tragedia immane del nostro mondo, e sarebbe un segno a tutti quei trevigiani che manifestano per la pace e hanno sostenuto la Flotilla». —
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