Treviso, Pelletterie Antonella chiude dopo 59 anni: «Il web ha portato via il 50 per cento del commercio»

Lo storico negozio all’angolo di via Palestro è in vendita. Non è una chiusura voluta, spiega Umberto Campolmi: «È per motivi di salute. Se fossi stato meglio, forse avrei continuato»

Maira Zamignan
Pelletterie Antonella, in via Palestro 21, chiude dopo 59anni
Pelletterie Antonella, in via Palestro 21, chiude dopo 59anni

Dietro il banco Umberto Campolmi continua a fare quello che fa da mezzo secolo, con la stessa passione: prende una borsa, un portafoglio, un ombrello, ne spiega il pellame, i materiali, la lavorazione e accompagna il cliente. Lo fa con i trevigiani e con i turisti, senza fretta, come se davanti alla vetrina non ci fosse quel cartello rosso che annuncia la fine: «Liquidazione totale per cessata attività». L’ultimo giorno sarà il 18 settembre.

Pelletterie Antonella, in via Palestro 21, chiude dopo 59 anni. Non è una chiusura voluta. «È per motivi di salute», racconta Campolmi. «Se fossi stato meglio, forse avrei continuato». È dietro quel banco dal primo settembre 1975: aveva vent’anni e si era appena diplomato ragioniere. Il negozio lo aveva aperto nel 1967 la madre, Liliana Zanini.

Ma la storia era cominciata prima: «Mia madre ha sempre trattato pelletteria, anche quando faceva la vendita all’ingrosso. È iniziato tutto a Conegliano, nel 1955». Poi il ritorno nella sua città d’origine: Treviso. «Le borse erano la sua passione. Io ho provato a eguagliarla, ma forse non ci sono riuscito: nel commercio era una grande».

Alle spalle c’è una storica famiglia di commercianti: gli Zanini gestivano in Pescheria una macelleria specializzata in carni equine. Via Palestro era tutta un’altra cosa. Campolmi ricorda alimentari, macellerie, botteghe e i banchi di frutta e verdura in Pescheria. «Era movimentata». La strada era ancora piena di gente. E restituisce mezzo secolo di trasformazioni con un’immagine che suona quasi come un’iperbole: «Una volta qui passava talmente tanta gente che, se uno doveva portare una tavola, doveva camminare tenendola in verticale. Adesso può andare in orizzontale».

La salute decide la chiusura, ma Campolmi non nasconde le difficoltà degli ultimi anni. «L’online ha portato via una grossa fetta di commercio. Possiamo parlare tranquillamente di un calo attorno al 50%». Il cambiamento si vede anche nei gesti dei clienti: entravano per vedere com’era fatta una borsa, verificarne l’autenticità e fotografarne i dettagli, per poi comprarla online.

«Quando capivo che volevano fotografare anche l’interno, dicevo: fuori, e basta». Poi i centri commerciali e la sosta: «Una volta la gente da fuori mura veniva a Treviso a comprare. Con i parcheggi a 2,50 euro l’ora, non inviti la gente a venire in centro».

A chi pensa di aprire oggi un’attività ricorda i costi e la fatica: un locale vuoto va arredato, rifornito, e bisogna riuscire a vendere. «Se sei del mestiere, puoi farlo».

È un altro addio nel commercio storico cittadino, in un’estate di serrande abbassate, affari in calo e turisti che spesso guardano più di quanto comprino. Ma qui, più dei numeri, restano i 59 anni di un’attività e il rapporto costruito con chi entrava per comprare, chiedere un consiglio, ritornare.

Anche i muri sono in vendita: il locale è di proprietà. Tra chi si è fatto avanti ci sono privati interessati all’acquisto come investimento. Non si sa ancora quale insegna arriverà. Intanto entrano i clienti di sempre. «Tantissimi vengono apposta a salutarmi. Mi dicono che gli dispiace, che questo negozio era un punto di riferimento». A Campolmi fa piacere, ma la decisione è presa: «Sono arrivato al punto in cui dovevo fare una scelta».

Fino al 18 settembre la serranda resta alzata. E dietro il banco, Campolmi continua a fare ciò che ha sempre fatto: il commerciante.

 

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