Treviso, nuove tariffe luce e gas «Rischio truffe e rincari»

Adiconsum: «La fine del mercato tutelato rischia di penalizzare le famiglie» I consumatori propongono di non toccare i contratti in essere per gli indigenti
20051226- ROMA- ECO. TARIFFE:CONSUMATORI, CONFERMATE PREVISIONI PIU' NERE. GOVERNO HA TUTELATO CAPITALISTI BOLLETTE E PEDAGGI. Un'immagine d'archivio che mostra alcuni contatori elettrici. ''Nonostante le promesse da marinaio del Governo che (soltanto a parole) si sarebbe impegnato a combattere l'inflazione, le tariffe sono aumentate nei primi 10 mesi del 2005 del 5,1 per cento (piu' del doppio dell'inflazione), senza contare i carissimi servizi bancari aumentati del 9,2% al riparo della concorrenza, mentre l'Istat continua a rappresentare una realta' edulcorata lontana anni luce dalle sofferenze delle famiglie''. Cosi' l'Intesaconsumatori commenta i dati sull'andamento dei prezzi nei primi 10 mesi dell'anno. FOLCO LANCIA / ARCHIVIO
20051226- ROMA- ECO. TARIFFE:CONSUMATORI, CONFERMATE PREVISIONI PIU' NERE. GOVERNO HA TUTELATO CAPITALISTI BOLLETTE E PEDAGGI. Un'immagine d'archivio che mostra alcuni contatori elettrici. ''Nonostante le promesse da marinaio del Governo che (soltanto a parole) si sarebbe impegnato a combattere l'inflazione, le tariffe sono aumentate nei primi 10 mesi del 2005 del 5,1 per cento (piu' del doppio dell'inflazione), senza contare i carissimi servizi bancari aumentati del 9,2% al riparo della concorrenza, mentre l'Istat continua a rappresentare una realta' edulcorata lontana anni luce dalle sofferenze delle famiglie''. Cosi' l'Intesaconsumatori commenta i dati sull'andamento dei prezzi nei primi 10 mesi dell'anno. FOLCO LANCIA / ARCHIVIO

TREVISO. Interessa tutti, ma sette trevigiani su dieci non sanno nemmeno cosa sia. Si chiama “liberalizzazione del mercato dell’energia e del gas”, di fatto significa che dal primo luglio 2020 (ma ci si può prendere avanti scegliendo già adesso il fornitore e il tipo di contratto) cambierà radicalmente la fatturazione di luce e gas, con la fine del mercato di tutela dell’energia, aprendo le porte a una concorrenza spietata tra imprese fornitrici (non solo giganti come Ascotrade ed Enel, ma una galassia di un migliaio di micro società) che già in questi giorni stanno bussando alle porte dei consumatori trevigiani per proporre contratti più convenienti. Insomma, oggi la liberalizzazione, dal punto di vista degli utenti, assomiglia a una giungla: per questo Adiconsum Veneto e Cisl Belluno Treviso hanno organizzato una serie di incontri sul territorio per chiarire come funzionerà, e scongiurare il rischio di truffe.

le novità. I centralini di sindacati e associazioni di consumatori sono caldi a causa delle telefonate delle aziende, interessate ad aggiudicarsi nuove fette di mercato sfruttando la novità normativa. Ascotrade, il colosso del gas di Pieve di Soligo, si è addirittura rivolto all’Agcom per denunciare pratiche commerciali scorrette da parte dei competitor.

«Per prima cosa bisogna fare chiarezza sulla nuova legge sulla concorrenza» spiega Walter Rigobon, presidente Adiconsum Veneto che sta battendo palmo a palmo la provincia con incontri dedicati, «oggi esistono due tipi di mercato: libero, in cui qualsiasi azienda può applicare le tariffe che vuole con relativi sconti e servizi, oppure di maggior tutela, dove le tariffe sono fissate dall’autorità. Mediamente, il prezzo del mercato a maggior tutela si colloca a metà tra il peggiore e il miglior prezzo del mercato libero, serve in un certo senso da “bilancia” che garantisce una giusta oscillazione delle tariffe. Dal 2020, invece, il mercato di maggiore tutela sparirà. A quel punto si aprirà una vasta prateria in cui ognuno potrà fare le offerte che preferisce, ma in cui il consumatore avrà più difficoltà a orientarsi».

Tutti i player dell’energia elettrica e del gas offrono già la possibilità di stipulare contratti nel mercato libero, ma soltanto il 25-30 per cento dei consumatori trevigiani, secondo i dati Adiconsum, rientra in questa fascia di prezzo. E l’altra curiosità è che in questa piccola fetta di utenti l’80 per cento circa ha meno di 45 anni: significa che i più anziani continuano a restare nel mercato di maggiore tutela, ed è lì che le società private stanno andando a caccia di clienti.La fine del mercato di tutela per l’energia elettrica e il gas è fissato per il primo luglio 2020. «Le imprese hanno già iniziato la campagna pubblicitaria per conquistare una fetta importante di mercato» continua Adiconsum, «tenendo contro che sono numerose le famiglie che non hanno ancora scelto il mercato libero».

i rischi. Prima domanda: cosa succederà al consumatore in mercato di tutela che, da oggi al 2020, non passerà al mercato libero? «Su questo ci sono due correnti di pensiero» spiega Rigobon, «la prima dice che l’utenza viene messa a gara assieme a molte altre che non avevano scelto, e chi vince si prende tutto, ma senza che il consumatore abbia possibilità di decidere. L’altra ipotesi è che queste utenze finiscano nel mercato di ultima istanza, che costa mediamente il 30 per cento in più». Altro rischio: orientarsi nel mare di offerte che inevitabilmente pioveranno sui consumatori. «I venditori fanno riferimento spesso a sconti notevoli - ricorda Rigobon - ma bisogna ricordarsi che il costo dell’azienda è circa metà del valore della fattura, gli altri sono oneri di sistema compresi contatore e dispacciamento su cui l’azienda non può intervenire».

pericolo truffe. Il consiglio a chi è già stato avvicinato dai venditori e ha firmato un contratto senza esserne pienamente convinto, oppure non è sicuro di aver firmato qualcosa o meno, è di rivolgersi agli sportelli delle associazioni dei consumatori o dei Caf sindacali.

«Ci sono 14 giorni da quando si firma per ottenere il ripensamento» spiega Rigobon, «nei casi peggiori siamo intervenuti con la denuncia, ma non è sempre facile convincere gli anziani perché, per orgoglio, non vogliono ammettere cosa è successo». Adiconsum ha presentato una serie di proposte per rendere più “digeribile” la riforma. «Siamo contrari a una liberalizzazione fatta in questo modo» conclude Rigobon, «abbiamo proposto che il mercato tutelato rimanga almeno per le famiglie in condizione di indigenza». Tra i suggerimenti, quello di valutare l’adesione a gruppi di acquisto che saranno costituiti anche dalla stessa Adiconsum. E ancora, non scegliere subito il nuovo operatore (o il nuovo contratto) ma utilizzare l’anno e mezzo che rimane per informarsi su cosa comporta la riforma.
 

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