Treviso: «Mio figlio autistico punito dalla scuola»

TREVISO. Portato fuori della classe dall'insegnante di sostegno dopo aver rovesciato libri e quaderni dal banco ed essersi versato addosso del succo di frutta. Infine lasciato in piedi, con la fronte appoggiata alla parete di un muro di un corridoio della scuola, come se per il ragazzino fosse giunto il momento della punizione. Protagonista della vicenda un bambino autistico di una prima media in città. La madre del ragazzo che ha sollevato la preoccupazione della famiglia e il completo dissenso per il metodo scelto dalla docente. Per la mamma si tratterebbe di una punizione a dir poco eccessiva. Tanto più tenendo conto dell'entità della disabilità del ragazzo che oltre della presenza dell'insegnante di sostegno ha bisogno durante l'orario scolastico anche dell'aiuto di un'addetta all'assistenza incaricata dall'Usl: «Mio figlio quel giorno durante la ricreazione ha avuto un momento di crisi. Per questo ha buttato tutto all'aria e si è versato il succo addosso. Ma la scelta di metterlo fuori della classe con la testa rivolta verso la parete è umiliante per qualsiasi bambino. E lo è ancor di più per un bambino disabile. Sulla pelle di mio figlio questi atteggiamenti possono persino portare a una regressione nella sua disabilità. Se doveva tranquillizzarlo c'erano altri metodi».
A nulla è valso il tentativo di chiarimento della docente che all'indomani alla madre ha spiegato di aver ritenuto opportuno l'intervento null'altro che per contenere la crisi del bambino. E ora il genitore chiede alla scuola di cambiare insegnante di sostegno: «Se mio figlio dovrà rimanere con l'insegnante sarò costretta a fargli cambiare scuola».
A provare a gettare luce su quanto accaduto è il preside dell'istituto comprensivo, Mario Dalle Carbonare: «L'insegnante ha attivato una procedura che viene adottata con i bambini autistici per contenerli, non certo per punirli. Non c'è stata alcuna volontà di colpire il ragazzo con atteggiamenti punitivi. Soltanto la necessità, per la sicurezza del bambino, di tenerlo sotto controllo. Da parte della scuola c'è tutta la disponibilità di chiarire l'episodio con i genitori per il bene del bambino». Il dirigente spiega inoltre che al ragazzino verrà assegnata una nuova insegnante che dovrebbe arrivare proprio oggi in classe. La professoressa coinvolta nella vicenda quel giorno si limitava a sostituire un’altra collega.
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