Maltempo, sottopasso della stazione di Treviso ancora allegato
Ancora acqua nel sottopasso ferroviario nella notte di mercoledì 3 giugno e nella primissima mattinata. L’attacco del consigliere Pd Zabai: «Lavori da chiudersi entro giugno, ma la scadenza sarà rispettata? E quali garanzie sugli interventi?»

«Nella notte di mercoledì 3 giugno e nella primissima mattinata il sottopasso della stazione ferroviaria di Treviso si è nuovamente allagato, creando disagi a lavoratori, pendolari e cittadini. È l’ennesimo episodio di una vicenda che si trascina da troppo tempo e che ormai non può più essere liquidata come un imprevisto». Lo dichiara il consigliere comunale del Pd Marco Zabai.
«I lavori, secondo quanto annunciato, dovrebbero concludersi entro giugno. Ma dopo mille rinvii, scadenze spostate e impegni non rispettati, è legittimo chiedersi se anche questa volta siamo davanti all’ennesima promessa destinata a slittare. E soprattutto: anche se si arrivasse alla fine del cantiere, quali garanzie abbiamo sulla qualità degli interventi?»
«Se ancora oggi, con la scadenza teoricamente alle porte, il sottopasso continua ad allagarsi, la preoccupazione è più che fondata. Non basta chiudere un cantiere: bisogna consegnare un’opera che funzioni davvero e che non riproponga gli stessi problemi alla prima pioggia», continua Zabai, «Dopo questo ennesimo caso e dopo il recente disastro delle asfaltature, sorgono interrogativi seri anche sui futuri interventi in viale dei Cacciatori, già ritardati di un anno. Treviso non può permettersi lavori pubblici gestiti con approssimazione, ritardi continui e risultati incerti».
“Nel frattempo il sindaco Conte non parla più di richieste danni e sembra aver archiviato ogni tono muscolare nei confronti di Rfi. Questo certifica la sciatteria con cui il Comune si è posto in questa partita: debole, senza pretendere garanzie adeguate e senza inserirle nemmeno nei protocolli d’intesa firmati», conclude il consigliere del Pd, «Chiediamo che l’amministrazione venga in Consiglio a riferire con chiarezza: sul nuovo allagamento, sullo stato reale del cantiere, sulla credibilità della scadenza di giugno, sulle garanzie tecniche dei lavori e sulle responsabilità di chi ha gestito una vicenda diventata ormai simbolo di ritardi, disagi e scarsa tutela dell’interesse pubblico».
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