Treviso, l’ex gestore del Tocai arrestato per droga

Paolo Infantino coinvolto in un’operazione della Guardia di Finanza su un traffico di cocaina dal Sudamerica

TREVISO. Blitz antidroga della Guardia di Finanza, all’alba di ieri, in centro a Treviso e in provincia. Due persone, originarie della Calabria, ma residenti nella Marca, sono state coinvolte in un’indagine delle Fiamme Gialle che ha permesso di smantellare un'organizzazione transnazionale dedita all’acquisto e allo spaccio di sostanze stupefacenti dal Sud America per mezzo di container frigo per il pesce. Si tratta di Paolo Infantino, 31 anni, ex gestore di un noto locale del centro di Treviso, e un 47enne di Villorba. Con loro sono state coinvolte nell’inchiesta e sono finite in custodia cautelare, in carcere o agli arresti domiciliari, altre sedici persone in maggioranza emiliano-romagnole, ma vi sono anche un campano e due colombiani.

Le Fiamme Gialle sono risalite al capo dell'organizzazione, un uomo di Cesena, titolare di un'attività all'ingrosso di prodotti surgelati. Gli emiliani e il campano assicuravano il fronte logistico, mentre due colombiani erano in contatto con i narcotrafficanti sudamericani. Da definire il ruolo dei due calabresi residenti nella Marca.

Secondo le indagini l’organizzazione aveva tentato per molto tempo l'importazione di droga da Perù ed Ecuador: si stima un quantitativo di 60 chili di stupefacente. L’importazione si sarebbe dovuta realizzare utilizzando un container frigo destinato a un’azienda ittica romagnola all’oscuro di tutto.

L'operazione, denominata Triakidae, durata circa due anni, è stata coordinata dai sostituti procuratori Stefano Orsi e Roberto Ceroni della Dda di Bologna, che hanno richiesto le misure cautelari disposte dal giudice delle indagini preliminari Domenico Panza.

I finanzieri del Gico di Bologna si sono presentati all’alba di ieri nell’abitazione dei due calabresi residenti nella Marca per notificare le misure cautelari. Quando hanno bussato alla porta di casa di Paolo Infantino, in centro a Treviso, i finanzieri non lo hanno trovato. Hanno comunque proceduto alla perquisizione della sua abitazione di piazza Pola che ha dato esito negativo. Infantino si trovava fuori regione ed è stato raggiunto telefonicamente dai familiari che lo hanno avvisato del decreto di perquisizione delle Fiamme Gialle e della misura cautelare emessa dalla magistratura bolognese. In serata, i finanzieri del Gico hanno poi confermato che tutte le misure cautelari erano state effettuate.

Infantino, originario di Gioia Tauro, è un volto noto a Treviso per aver gestito, da fine 2008 al gennaio 2014, il Tocai, un noto locale di piazzetta Lombardi. Infantino era succeduto nella conduzione del locale ai fratelli Spadetto, storici gestori. Dopo qualche anno aveva ceduto l’attività e gli sono subentrati la “Claudio srl” dei soci Andrea Frizzarin e Alessio Marseglia.

Nei prossimi giorni, gli indagati si presenteranno davanti al giudice delle indagini preliminari, nelle rispettive città di residenza, per l’interrogatorio di garanzia per rogatoria. In quella sede avranno modo di fornire la propria versione dei fatti. Certo è che le accuse nei confronti degli indagati sono pesantissime.

Se da una parte, le perquisizioni nelle abitazioni e negli edifici nella disponibilità dei due calabresi indagati, residenti nella Marca, hanno dato esito negativo, va detto che nel corso delle perquisizioni ad altri indagati sono stati sequestrati due chili tra cocaina, marijuana ed hashish, oltre a contanti e cellulari.

 

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