Treviso, il campanile di San Nicolò torna a suonare per il Natale

TREVISO. Con i suoi 242 gradini che salgono per 60 metri, consente di accedere al punto più alto della città da cui si può ammirare Venezia e il Monte Grappa. Da ieri il campanile di San Nicolò è tornato a splendere, tolte le impalcature, terminati i lavori di restauro, ripulito dai licheni esterni e consolidato all’interno, può sfidare le intemperie e perfino i terremoti. Sono state proprio le oscillazioni sismiche, oltre ai danni delle guerre e all’usura del tempo, a rendere la struttura bisognosa di cure.
gli interventi
I lavori sono durati oltre un anno e mezzo, costati un milione di euro di cui 300 mila giunti attraverso l’8 per mille. Il resto lo ha messo la diocesi in collaborazione con l’Ufficio nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’Edilizia di Culto della Conferenza Episcopale Italiana. Emozionato il vescovo Michele Tomasi, salito ieri fino in cima per dare tre tocchi di martello alle campane che risuoneranno dopo tanto tempo la notte di Natale “per annunciare la nascita del Salvatore”. Alla presentazione dei lavori nella sacrestia di San Nicolò, oltre al parroco don Tiziano Ferronato e a vari dirigenti di Curia, c’era anche il sindaco Mario Conte che ha sottolineato l’importanza religiosa ma anche turistico-culturale di questa operazione di recupero. Presto infatti il campanile potrà tornare accessibile alla visita per piccoli gruppi, offendo un panorama spettacolare, a 360 gradi sulla città. Bellissimi pure i capitelli in pietra risalenti al Duecento e tolti da altre chiese, le enormi travature in legno probabilmente scese nel Medioevo lungo il Piave sulle zattere, le finestre interne che permettono di ammirare la chiesa da una altezza incredibile.
il piano
Il progetto di restauro, concretizzato dagli architetti Francesco Doglioni e Renata Daminato, ha coinvolto tantissimi professionisti e ditte, con la supervisione generale dell’ing. Diego Malosso che ha spiegato come non sia stato lavoro facile. Il campanile non è corpo estraneo alla chiesa ma poggia sull’abside che si è scoperto essere stata danneggiata anticamente proprio dalle oscillazioni sismiche del campanile. In corso d’opera, oltre ai lavori previsti nel campanile, si sono aggiunti interventi alle colonnine che affiancano l’altare, alte 17 metri, di candida pietra. In alto alcuni tiranti garantiscono la sicurezza della struttura. Ma non finisce qui, Malosso sta ultimando un piano da presentare in curia per capire lo stato generale del tempio e ipotizzare altri interventi. Infine c’è il sagrato in cui il parcheggio non verrà eliminato perché fonte di sostegno della parrocchia, ma sistemato, portale compreso. —
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