Parchi verdi e giardini al posto dell’asfalto, come può cambiare Treviso

A fine giugno il Consiglio comunale di Treviso ha approvato all’unanimità la mozione sulla depavimentazione presentata dal consigliere comunale del Partito democratico Marco Zabai: «In centro si possono trasformare oltre 49.000 metri quadrati». Coalizione civica ha formulato una proposta

Federico De Wolanski
La proiezione della stazione delle corriere all’ex Siamic trasformata in parco
La proiezione della stazione delle corriere all’ex Siamic trasformata in parco

A fine giugno il Consiglio comunale di Treviso ha approvato all’unanimità la mozione sulla depavimentazione presentata dal consigliere comunale del Partito democratico Marco Zabai. L’impegno chiesto all’amministrazione, e da questa a quanto pare accettato, è a ragionare sulla possibilità di ridurre asfalto lì dove possibile, ovvero parcheggi, piazzali, ambiti cittadini diversi.

«In una città che soffre il caldo», aveva detto Zabai, «gli allagamenti localizzati e una presenza ancora troppo diffusa di cemento, depavimentare è una scelta di buon senso prima ancora che ambientale». A prendere la palla al balzo è stata Coalizione civica, associazione politica del centrosinistra guidata da Luigi Calesso che mette sul piatto «proposte immediatamente eseguibili o programmabili» sulla scorta dell’iniziativa di Zabai, e soprattutto del sì della maggioranza.

I grandi park verdi

«Prendendo in considerazione per i parcheggi esistenti solamente il suolo occupato dagli stalli, visto che quello della viabilità interna ai parcheggi stessi rimarrebbe, purtroppo, coperto di asfalto», spiega Calesso, «la rinaturalizzazione complessiva sarebbe di 49.600 metri quadrati».

E mette in fila dieci interventi possibili, dall’area ex Siamic al parcheggio dell’ospedale, dal pattinodromo (che a breve sarà oggetto di riqualificazione «da cogliere al balzo») al park dello stadio di rugby fino a piazza Duomo e stadio Tenni. Come operare? «Togliendo l’asfalto» spiega Calesso, «e sostituendolo con il grigliato in plastica riciclata che permette il drenaggio delle acque meteoriche, l’assorbimento delle polveri sottili e la crescita dell’erba, riportando il suolo alle sue naturali funzioni di equilibrio idrogeologico, riduzione dell’inquinamento, regolazione del microclima».

I tre parchi

Ancora più significativo l’intervento di depavimentazione immaginato - in alternativa alla conversione verde dei parcheggi - sull’area ex Mom in via Polveriera, al duomo e sull’area ex Siamic, ovvero la stazione delle corriere.

In totale oltre 20.000 metri quadrati che potrebbero essere tolti alla sosta anziché aggiunti (oggi hanno altra destinazione) e trasformati in piccoli e grandi parchi urbani, alcuni centralissimi come nel caso del duomo, altri suggestivi come in Lungosile Mattei, altri vasti come l’ex Mom in via Polveriera.

Le aree private

«Se fin qui siamo rimasti nell’ambito delle aree di proprietà pubblica», specifica il piano redatto da Coalizione civica, «altri interventi di depavimentazione di notevole portata potrebbero essere quelli relativi ai parcheggi dei supermercati. Si dovrebbe inserire nella normativa edilizia l’obbligo di realizzazione dei park delle strutture commerciali esclusivamente in grigliato verde».

«Ecco come si può fare»

Coalizione civica chiede di ragionare davvero sulla fattibilità del progetto approvato in consiglio all’unanimità, e suggerisce: «Il primo passaggio è costruire una mappa comunale della permeabilità del suolo inserendo le aree strategiche (park, market, scuole, impianti sportivi, ndr) e poi scegliere dove operare prima in base a rischio di allagamento e difficoltà di drenaggio; esposizione alle isole di calore; scarsità di verde nel quartiere. Depavimentare si può, ora, se lo si vuole fare davvero».

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