Treviso: clona un assegno via chat, denunciato

Da una fotografia con WhatsApp, trevigiano riproduce perfettamente il titolo di credito del potenziale acquirente
- Persi due assegni
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TREVISO. C’era quasi riuscito ad incassare un assegno da 20.000 euro falsificato alla perfezione, grazie ad una semplice foto su WhatsApp inviatagli da un ignaro aspirante acquirente di un’auto usata, messa in vendita su un sito d’aste on-line. Lo stesso sistema elettronico di analisi dell’istituto di credito di Zero Branco, dove era andato a portarlo all’incasso, lo aveva riconosciuto come valido. Ma il raggiro è stato smascherato dal tempestivo intervento dei carabinieri di Zero Branco che hanno denunciato per tentata truffa aggravata G.P., un trevigiano di 42 anni. Non solo, nel corso dell’identificazione dell’uomo, i carabinieri hanno sentito un odore particolare uscire dall’abitacolo. Dalla perquisizione è emerso che l’uomo deteneva poco più di 50 grammi di marijuana. E così s’è beccato anche una denuncia per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

L’antefatto di tutta la vicenda, conclusasi venerdì con una doppia denuncia, risale ad un paio di settimane fa quando il truffatore trevigiano, assieme ad un complice, mette un’auto in vendita in un sito di aste online al prezzo di ventimila euro. L’affare sembra buono sia per l’anno di immatricolazione dell’auto che per chilometraggio pubblicizzato sul sito. Per acquistarla si fanno presto avanti diversi aspiranti acquirenti, tra i quali anche un trentenne bolognese che, più degli altri, manifesta la volontà di chiudere in fretta l’affare, ignaro di trovarsi di fronte ad una truffa.

Pochi giorni e l’affare si conclude sulla parola. Ora basta soltanto effettuare la transazione del denaro su un conto corrente che G.P. decide di andare ad aprire in un istituto di credito di Zero Branco. Prima, però, all’aspirante acquirente viene chiesto di inviare, a garanzia della sua intenzione di chiudere l’affare, una foto dell’assegno via WhatsApp.

Da quella foto, il 42enne di Treviso, assieme ad un complice in via di identificazione, ricava una copia perfetta dell’assegno che venerdì mattina va a portare all’incasso presso la banca di Zero Branco.

A mettere i carabinieri sulle tracce del truffatore trevigiano è stata una segnalazione dei bancari che avevano rilevato un’anomalia. Non si spiegavano, infatti, il motivo per il quale un cliente che aveva un conto corrente aperto, in un’altra filiale a Treviso, ne avesse aperto uno per effettuare una transazione da 20.000 euro. Eppure, all’atto dell’incasso il lettore della banca di Zero Branco non aveva rilevato anomalie. Il tempestivo intervento dei carabinieri ha permesso quindi di sventare la truffa. 

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