Treviso, centrosinistra all’attacco della giunta Conte: «Dieci anni persi su parcheggi e mobilità»

Parcheggi, pedonalizzazione ferma e trasporto pubblico: il centrosinistra critica i dieci anni di amministrazione Conte e lancia un sondaggio online per raccogliere le opinioni dei cittadini e costruire il programma sulla mobilità. Tra le proposte, nuove aree pedonali, più corse degli autobus, strade a 30 km/h e piste ciclabili più sicure

Federico Cipolla
Park Cantarane
Park Cantarane

 

Dieci anni persi per i parcheggi, pedonalizzazione al palo, nessun intervento su bus e linee. Sono tre delle critiche mosse dal centrosinistra ai dieci anni di giunta Conte, e sono alcuni dei capisaldi che hanno portato la coalizione di centrosinistra a promuovere un sondaggio, che costituirà un sostegno per il programma della coalizione in tema di mobilità.

I parcheggi

Ma si parte dai fatti di questi giorni, che vedono l’avvio a breve dei lavori per il Cantarane e per l’ex Telecom, dietro allo stadio Tenni. Si inizierà nel 2027, nella fase di cantiere si perderanno circa 300 stalli, in attesa che ne arrivino 240 al multipiano in centro, e 412 allo stadio. «Sono stati persi dieci anni per insistere su un progetto che era già stato fermato, come il park Vittoria», ha detto Gianpaolo Rasera, che ha coordinato il lavoro sulla mobilità per la coalizione di centrosinistra (Pd, Treviso Civica, De Nardi, Avs, Più Uno, Coalizione Civica, M5s, Volt e Psi).

«Per fortuna anche grazie a noi si è fatto un passo indietro. Solo che nel frattempo ogni politica della sosta è rimasta al palo e oggi, dopo dieci anni, vediamo che sono stati ripescati due progetti che l’amministrazione Manildo aveva lasciato e che bastava cantierare». L’accusa del centrosinistra è proprio questa, che sul piano della mobilità l’amministrazione Conte sia stata sostanzialmente ferma. «Il Pums ha una prospettiva temporale inadeguata, con risultati modesti, basati su dati obsoleti», ha aggiunto Rasera.

Il sondaggio

Da qui la decisione di presentare alcune proposte, che saranno integrate anche sulla base di un sondaggio online partito in questi giorni, accompagnato da un volantinaggio che punta a raggiungere trentamila case. Il sondaggio pone otto domande a risposta multipla (oltre a chiedere età e quartiere di residenza). La prima domanda è se negli ultimi dieci è migliorata, peggiorata o è rimasta invariata la mobilità a Treviso, e poi si chiede con che mezzi ci si sposta e per quali ragioni, quale mezzo si utilizza, e se è l’auto perché.

Ancora: quali sono i principali ostacoli per una mobilità cittadina fluida, e quali interventi potrebbero migliorare la mobilità in città. Il sondaggio resterà aperto per un mese poi, rielaborati i dati, la coalizione organizzerà degli incontri pubblici di quartiere in quartiere per presentare le proprie proposte in tema di mobilità. Alcune sono già note: la pedonalizzazione da piazza Duomo a via Roggia, individuare nuove aree pedonali nei quartieri privi di piazze; chiudere al traffico i tratti davanti alle scuole per garantire sicurezza e favorire l’uso delle bici, aumentare le frequenze dei bus, coprendo ore notturne e collegando i quartieri, estendere il limite dei 30 km/h, mettere in sicurezza le piste ciclabili su strade veloci.

La città del futuro

«La mobilità è uno dei problemi più sentiti dai cittadini», ha detto Luigi Calesso, «e ora ha connotati diversi rispetto al passato, perché con l’aumento dei costi del carburante, molte persone si stanno spostando verso i mezzi pubblici o le biciclette. Ma la città non è pronta, se quando si rifà una strada come viale Battisti si scambia una striscia sull’asfalto per una pista ciclabile». Per Caterina Dozzo (Lista De Nardi), «in città ci sono auto dappertutto, anche dove non dovrebbero esserci, eppure si fa finta di non vederle. Sempre meno giovani si fanno la patente, e non vogliono acquistare un’auto, la città invecchia sempre di più. La “rivoluzione” dei parcheggi che sta varando l’amministrazione Conte, è a favore di chi? Dovremmo costruire una città in cui non sia necessario avere la macchina, ma viviamo in una città che dà possibilità inferiori a chi non ce l’ha».

Il Comune

Sui possibili disagi derivanti dai due cantieri al Cantarane e all’ex Telecom dietro al Tenni l’assessore alla mobilità Andrea De Checchi frena. «Ogni opera pubblica qualche disagio lo può portare. Ma i due cronoprogrammi sono pensati per ridurli al minimo, anche se nelle opere pubbliche sappiamo che qualche slittamento può verificarsi. Abbiamo previsto qualche intervento alternativo, come navette per giorni di mercato e o per eventi. Siamo pronti ad azionarli quando dovessero presentarsi delle criticità, ma non è detto che i cantieri siano così impattanti».

Maggioranza e opposizione hanno ormai da tempo posizioni lontane e inconciliabili sul tema park Vittoria, e sul Pums De Checchi rispedisce al mittente le critiche, «evidentemente non studiano perché i dati del Pums non sono obsoleti, risalgono al primo mandato Conte. Evidentemente non l’hanno letto, perché è sempre in fase di adozione. Se si pensa al quarto lotto della tangenziale, certo, non c’è. Ma ci sono interventi nel breve già in essere». Sul trasporto pubblico invece fino ad ora tutti hanno sbattuto la testa senza cambiare granché, «abbiamo fatto alcune piccole modifiche. Se il Brt (Bus Rapid Transit) otterrà i fondi necessari sarà una rivoluzione da 140 milioni. Altrimenti sarà una revisione più contenuta», conclude De Checchi.

 

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