Treviso calcio, all’asta pure i trofei

Andranno all’asta anche le coppe e i trofei del Treviso calcio per racimolare qualche euro. Obiettivo: limare (anche se si tratterà di gocce nell’oceano) il buco milionario della società di Ettore Setten. Trentuno milioni di euro, per la precisione: un’enormità.
Dopo il patteggiamento di pena (un anno e otto mesi) da parte di Setten per bancarotta, il lavoro sui conti del Treviso FBC 1993 non si ferma. Il curatore fallimentare Gianbattista Rossetti ha terminato la conta: i milioni di voragine sotto il bilancio del “vecchio” Treviso sono 31. L’attivo, invece, è quasi imbarazzante: 30 mila euro, ottenuti vendendo alcune attrezzature e componenti di impiantistica fatti installare allo stadio Tenni dalla società di via Foscolo all’epoca della presidenza Setten. E ora toccherà persino alle coppe finire all’asta, oltre agli attrezzi della palestra e altri oggetti non proprio pregiatissimi, come le transenne e l’impianto di radiodiffusione sopra la tribuna coperta. Se non sarà la nuova società di Renzo Corvezzo a fare un’offerta, (anche simbolica, potrebbe bastare un migliaio di euro), i trofei saranno venduti al miglior offerente.
Pallone e denaro si intrecciano ancora in maniera inestricabile. Mentre il nuovo Treviso cerca le risorse per potersi iscrivere al campionato di Lega Pro 1, guadagnato sul campo con la promozione, il vecchio Treviso di Setten è un relitto affondato in un mare di debiti: tantissimi i creditori alla finestra per capire che ne sarà di loro. Le prospettive, è chiaro, non sono affatto rosee.
Un anno e otto mesi per la bancarotta del Treviso FBC 1993: è la pena patteggiata da Setten giovedì davanti al giudice Silvio Maras. All’imprenditore di Baselghelle è stata contestata sia la bancarotta fraudolenta (circa 100 mila euro sottratti alle casse societarie), sia quella preferenziale, ovvero aver disposto arbitrariamente di circa 4,5 milioni di euro privilegiando alcuni creditori (Veneto Banca) al posto di altri. Setten ha ottenuto la sospensione condizionale della pena. Ricostruire l’intero ammontare del buco non è stato semplice. C’è anche un “giallo”: sulla scrivania del curatore fallimentare mancano i cinque contratti di sponsorizzazione che hanno legato altrettante aziende del gruppo Setten (mobili e cucine) con la società sportiva di via Foscolo. Contratti firmati da Ettore Setten due volte: come presidente dell’azienda e come presidente del Treviso Calcio. In pratica, sponsor di se stesso.
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