Treviso allievi, rissa col Venezia Ragazzi contusi all’ospedale

È accaduto a Noale, in un torneo estivo: pugni e calci davanti agli spogliatoi, arrivano i carabinieri L’allenatore dei biancocelesti Fiorotto: «I ragazzi presi in giro dagli spalti dai genitori degli avversari»

Una serata di festa e di sport che si trasforma in un inaudito copione di violenza. Martedì alle 21.30 allo stadio di Noale si giocava il memorial «Fratelli Pierazzo» per allievi, fra Treviso e Venezia. Una classica sfida dove, oltre al prestigio sportivo, entra in gioco anche una sana rivalità. Ma durante la partita, probabilmente, qualche parola di troppo anche sugli spalti ha fatto crescere nei giovani contendenti una rabbia esplosa poi al fischio finale con una vera e propria rissa negli spogliatoi. L’Asd Calvi Noale, con il suo staffa, ha chiuso subito gli accessi per impediare che la rissa si allargasse ai genitori dei ragazzi che, secondo il club «manifestavano atteggiamenti ostili». Non solo:la società provvedeva subito a proteggere l’arbitro e a chiamare, i carabinieri per il protrarsi degli incidenti all’esterno degli spogliatoi.

Alla fine dei tafferugli alcuni ragazzi sono dovuti ricorrere alle cure del Pronto soccorso per contusioni varie. Niente di grave, per fortuna, ferite leggere e botte, ma un’occhiata al medico era sempre meglio farsela dare.

Il Calvi Noale decideva di interrompere il torneo, senza disputare le fasi finali: giunto alla sua 29a edizione, negli anni aveva visto scendere in campo futuri campioni veneti, ma mai aveva avuto un epilogo del genere.

Triste la riflessione del presidente del Noale, Marco Del Bianco. «Per primi siamo addolorati dei fatti accaduti e pur tenendo, affettivamente, allo svolgimento della kermesse, l'interruzione del torneo deve dare un segnale forte contro avvenimenti di questo genere che non dovrebbero mai accadere, soprattutto nel settore giovanile e società professionistiche come Venezia e Treviso che dovrebbero dare per prime l'esempio». Un invito a vedere e vivere lo sport come occasione di gioco e di incontro, non di violenza. Perché il calcio torni ad essere soprattutto un gioco.

L’allenatore della squadra allievi nazionali del Treviso (classe 1995), Fabiano Fiorotto, tra l’altro responsabile del settore giovanile biancoceleste, racconta la serata: «La partita è stata stupenda e spettacolare, un 4-3 che ha divertito tutti, tant’è vero che i ragazzi si sono complimentati a vicenda. Siamo stati anche penalizzati dall’arbitro, a fine gara è venuto a chiederci scusa, però ok, succede, non è questo il problema. Purtroppo ad un certo momento dalle tribune i tifosi veneziani hanno iniziato a gridare sfottò verso la nostra società, tipo “Siete dei falliti” e altre contumelie. Si sono beccati anche genitori dell’una e dell’altra parte. Non è accettabile ciò che è successo allorchè le squadre sono uscite dagli spogliatoi: i giocatori sono venuti alle mani. Ero da un’altra parte, non ho fatto in tempo ad intervenire direttamente, ma tutto è finito abbastanza presto. I carabinieri, sono arrivati praticamente a rissa terminata. Peccato, fin lì la serata era stata veramente bella». (a.t.-s.f.)

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