Trenta profughi accampati all’Appiani

Sono pachistani e afghani arrivati da soli dopo un lungo viaggio, chiedono accoglienza. Rifiutano il cibo per protesta

Stanchi, infreddoliti e qualcuno pure ammalato. Una trentina di profughi provenienti dall’Afghanistan e dal Pakistan si sono ritrovati ieri mattina, davanti alla questura di Treviso, per regolarizzare la propria posizione di richiedenti asilo. Sono arrivati a piccoli gruppi nell’ultima settimana. Chi a piedi, chi nascosto in qualche container, attraverso il confine con la Slovenia. Ma dopo un lungo ed estenuante viaggia attraverso due continenti, sono arrivati a Treviso senza trovare accoglienza nelle strutture che danno rifugio ai profughi. Le ultime notti, fredde ed umide, le hanno trascorse all’aperto o in qualche riparo di fortuna. Qualcuno ha anche cercato rifugio nel sottopassaggio pedonale della stazione dei treni di Treviso ma sono stati subito allontanati. Così ieri mattina, si sono ritrovati in piazza delle istituzioni, davanti alla questura. Tutti insieme. Alcuni avevano già formalizzato la richiesta di asilo politico negli uffici della questura nei giorni scorsi, altri lo hanno fatto ieri. Ma tutti hanno deciso di ritrovarsi ed inscenare una sorta di protesta silenziosa per chiedere di essere ospitati in qualche struttura. Hanno addirittura rifiutato il cibo portato in piazza delle Istituzioni all’Appiani da due volontari della Croce Rossa.

Filippi agenzia foto film Treviso profughi davanti questura
Filippi agenzia foto film Treviso profughi davanti questura

Alcuni operatori della Croce Rossa che hanno messo a disposizione pane, cioccolata, viveri e acqua per la trentina di profughi confluiti davanti agli uffici della questura, in piazza delle Istituzioni, sono tornati nella sede con quasi tutti i prodotti che avevano messo a disposizione dei profughi. «Siamo mortificati», dice un operatore «perché pensavamo che almeno il cibo lo prendessero. Sappiamo che la Prefettura sta cercando un alloggio per loro ma non è così semplice. Alcuni di loro sono ammalati mentre altri sono infreddoliti. Speriamo soltanto che la situazione si risolva in fretta».

Filippi agenzia foto film Treviso profughi davanti questura
Filippi agenzia foto film Treviso profughi davanti questura

Il gruppo è andato riducendosi in serata, mentre proseguiva febbrilmente il lavoro nel tavolo di emergenza riunito in prefettura per trovare una sistemazione agli stranieri. A dar loro un po’ di conforto anche le coperte e il cibo portato dai ragazzi del collettivo Ztl, mobilitatosi in serata mentre dalla prefettura continuavano le telefonate ai possibili ospiti.

Il fatto che non siano stati dirottati tutti alla caserma Serena sottolinea quanto la capienza massima del centro (i 430 posti certificati a fine estate) sia stata ormai toccata. Solo dopo le 21 la soluzione definitiva dell’emergenza, quando gli stranieri rimasti al’Appiani sono stati scortati in via Dandolo. Ad accoglierli l’associazione marocchina Hilal di Abdallah Kezraji.

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